Casa Circondariale di Bologna – Esito visita luoghi di lavoro

casa circondariale bologna sinappe

Nella mattinata odierna, durante la visita presso la Casa Circondariale di Bologna in cui siamo stati accolti dalla Direttrice, Dott.ssa Clementi, e dal Comandante facente funzioni Dirigente Aggiunto, dott.ssa Varcasia, congiuntamente al Vice Ispettore Serra, abbiamo avuto modo di constatare come il rifacimento della zona devastata dalle recenti rivolte sia stato effettuato con grande impegno e cura di alcuni particolari, come l’installazione di metal detector fissi in alcuni punti nevralgici della struttura. Altre zone vedranno il termine del compimento di questi lavori nei prossimi mesi, come, ad esempio, la cucina detenuti che attualmente è sostituita con una da campo. Inoltre, si è potuto verificare una ottima copertura dei posti di servizio anche con numeri di poliziotti adeguati rispetto al carico del lavoro con turni che difficilmente vanno oltre le 7 ore.

Un plauso va ai vertici della struttura per come hanno gestito il post rivolta e l’emergenza COVID-19.

Tuttavia, si evidenziano alcune problematiche, anche di un certo peso, che riguardano il settore femminile. Innanzitutto, presso tale reparto non è stato approntato nessun metal detector fisso ma il discorso è ben più complesso se si evidenziano le carenze di figure professionali che riguardano il settore sanitario.

La sezione Girasole non può essere carente o addirittura sguarnita della figura della TRP. Attualmente vi è solo una unità che, com’è giusto che sia, dovrà anche fruire delle sue ferie estive.

Sarebbe opportuno che vi fosse anche uno psichiatra a cui far riferimento soprattutto nel fine settimana.

L’importanza di operatori che tengano impegnate queste persone, a maggior ragione se ristrette, è oggettiva. La noia, l’assenza di stimoli per i soggetti con problematiche psichiatriche, non fa che acuire il loro disagio ed azzerare anni di lavoro con una regressione spaventosa. Il lavoro delle donne della Polizia Penitenziaria che lì vi prestano servizio è lodevole e le energie profuse sono encomiabili dato che hanno dovuto fare “esperienza sul campo”, senza nessuna formazione specifica nel trattare questo tipo di detenute.

Si auspica che vengano fatte le dovute integrazioni di questi professionisti e, siamo certi, avendo notato disponibilità da chi ci ha guidati nella visita, che tali segnalazioni verranno prese in considerazione.