CASA CIRCONDARIALE DI BOLOGNA – Eventi critici – Richiesto urgente intervento

Egregi,
ancora una volta questa Segreteria Generale ha l’obbligo di portare all’attenzione delle SS.LL. una critica questione che sta interessando un penitenziario italiano.
Come accaduto nel passato per Genova e Trento, anche in questo caso non è più procrastinabile un deciso intervento di codesti Superiori Uffici presso la Casa Circondariale di Bologna, teatro involontario di una serie di vili aggressioni ai danni dei poliziotti ivi in servizio.
Una delegazione del Sinappe, dopo aver effettuato una prima visita sui luoghi di lavoro ad ottobre 2018 ed una successiva lo scorso 10 maggio, ha constatato e segnalato una situazione di grave disagio, dovuta probabilmente ad una inadeguata gestione dei detenuti e degli spazi.
E’ stato evidenziato ad esempio, come sia troppo lunga l’attesa di ubicazione per i detenuti nuovi giunti nella sezione transito (anche un mese!), cosa questa che crea malessere tra i ristretti e criticità nell’organizzazione del lavoro, non disponendo dell’unità di servizio presso detta sezione (spesso reperibile nell’agente di sentinella, che alterna il muro alla sezione).
Ed ancora, presso il reparto H (una piccolissima sezione composta da sole 5 camere di pernottamento che ospita detenuti sanitari, Tbc, psichiatrici e sanzioni disciplinari), non vi è alcuna sicurezza per l’agente di servizio, né sanitaria né fisica, considerato che le stanze sono posizionate su una sorta di corridoio di passaggio e lo spazio tra il blindo e la parete di fronte è molto ridotto (circa un metro), cosa questa che comporta, ad ogni controllo da parte dell’agente, l’inevitabile rischio di essere facile bersaglio di aggressione o lancio di oggetti.
La cosa non va tanto meglio negli altri reparti (in particolare nell’infermeria) dove, a volte, sono presenti “sottosezioni” che ospitano particolari tipologie di reati; il tutto affidato sempre ad un unico agente, che deve gestire divieti di incontro, visite, passeggi, ecc. con un immaginabile sovraccarico di lavoro e responsabilità.
Le condizioni di ristrettezze a cui sono obbligati i detenuti per motivi legittimi, amplificate però da una distribuzione nei reparti non consona e da situazioni di stress correlato, accresce l’ostilità nutrita da questi, ostilità che sfogano ai danni dei malcapitati operatori penitenziari.
Le aggressioni subite sono ormai all’ordine del giorno, senza misura e senza controllo alcuno.
Il Sinappe è convinto che una idonea gestione dei detenuti, possa riportare una certa serenità all’interno del penitenziario bolognese, appianando i rapporti tra i ristretti ed poliziotti.
D’altro canto si rivendica, per l’ennesima volta, il rispetto dei diritti dei lavoratori e la garanzia della loro incolumità; non è più tollerabile infatti, che l’ambiente di lavoro possa rappresentare un pericolo vero e proprio per i poliziotti, servitori indefessi dello stato che operano per il bene della società tutta.
I poliziotti di stanza a Bologna sono ormai giunti ai massimi livelli di sopportazione e sono pronti a manifestare, nei limiti del lecito, il loro malcontento laddove non riscontrassero tangibili segnali di intervento da parte di chi di dovere.
Si invitano pertanto le SS.LL., ognuna per la propria competenza, ad attivarsi al fine di risolvere fattivamente la grave problematica lamentata.