CASA CIRCONDARIALE DI BOLOGNA – Inosservanza legge sul fumo passivo da sigaretta in ambito detentivo

Egregia Direttrice,
il fumo passivo in ambiente detentivo è un problema reale, che può danneggiare seriamente la salute degli operatori penitenziari.
Dobbiamo, pero’, rimarcare che non sono state ancora attuate le ripetute misure segnalate da questo sindacato, quali:
i cartelli con l’indicazione ‘divieto di fumo’, risulterebbero non regolamentari, ovvero non presenti;
assenza di appositi impianti di aspirazione nelle sezioni detentive;
assenza dell’ordine di servizio sul rispetto del divieto di fumo e sull’organizzazione delle sanzioni;
assenza di iniziative sulla tutela della salute, con particolare riguardo al tema del tabagismo e sulla possibilità di farsi aiutare a smettere di fumare;
l’inosservanza del divieto negli spazi dedicati al tempo libero del personale di Polizia Penitenziaria.
Comprendiamo che la lotta al tabagismo è piuttosto ardua, ma ciò non giustifica l’inerzia e la rassegnazione con la quale spesso ci si pone dinanzi al problema.
In altri paesi europei, ad esempio in Inghilterra, è vietato fumare sia per il personale penitenziario, che per i detenuti.
Però, il servizio sanitario fornisce farmaci sostitutivi alla nicotina, in forma totalmente gratuita.
Ad avviso della scrivente O.S., la suddetta esperienza costituisce un esempio di fattivo ed efficaci di contrasto al tabagismo.
All’interno delle carceri Italiane, invece, vengono addirittura vendute le sigarette, wuindo senza alcuna azione di contrasto all’acquisto ed all’uso, considerato anche che il fumo oltre che dannoso, è anche una sostanza psicotropa, che ha un effetto chimico su chi ne è dipendente.
Auspichiamo, pertanto, che questo ennesimo appello non rimanga inascoltato, perché la tutela della salute è un diritto insopprimibile, sancito anche della nostra Costituzione.