Casa Circondariale di Como – Gestione degli eventi critici – Avvio procedimenti disciplinari al personale di polizia penitenziaria – Comunicazione dei fatti alla procura della Repubblica

Egr direttore
dal momento del suo insediamento presso la Casa Circondariale di Como si è assistito ad un declino delle regole interne in
termini di gestione della popolazione detenuta.
Difatti la Polizia penitenziaria, a causa della mancata fermezza dimostrata in occasione dei disordini perpetrati dalla
popolazione detenuta, o anche dal singolo detenuto, si vede giornalmente oltraggiata, derisa, umiliata, ferita nella dignità
senza vedere di contro l’ assunzione di provvedimenti sanzionatori con consequenziale esecuzione degli stessi, ed al tempo
stesso non si dispongono da parte del provveditorato, anche se richiesti, i trasferimenti dei detenuti più facinorosi che si
sono macchiati di aggressione al personale o comunque segnalati in quanto destabilizzano l’ ordine interno o prevaricano
sugli altri detenuti.
Sembrerebbe che vi fosse una regia Regionale che tira le fila e che costringe la Polizia Penitenziaria a piangersi le proprie
problematiche, non importa che si siano ricevuti sputi in faccia oppure altra sostanza organica, quello che importa è
controllare le telecamere e verificare che il personale abbia agito nel rispetto delle regole. Ogni evento critico sembra essere
generato dalla maldestra azione del poliziotto penitenziario. Ogni consiglio di disciplina sembra concludersi con una
richiesta da parte sua di sentire a verbale di sommarie informazioni il detenuto che per giustificarsi innanzi all’ organo
collegiale dichiara di aver subito degli abusi da parte della Polizia Penitenziaria con conseguente sua richiesta di invio alla
Procura della Repubblica degli atti.
Ultimo episodio di avvio di procedimento disciplinare è quello contestato ad un ispettore superiore, che vanta un’ esperienza
pluriennale presso il Gom, per aver risolto un tentativo di autolesionismo di un detenuto, che stava cercando di tagliarsi le
giugulari con delle lamette, utilizzando in maniera difforme un estintore a polvere che ha permesso tra l’ altro di disorientare
il facinoroso consentendo al personale intervenuto di preservare l’ incolumità del detenuto.
Siamo all’ assurdo se ciò è oggetto di avvio di procedimento disciplinare!

In assenza di protocolli di intervento per la risoluzione di eventi critici, l’ azione posta in essere nel caso descritto, ha portato
ad un risultato positivo. L ‘utilizzo del mezzo di fortuna ha permesso di risolvere l’ evento senza causare ferimenti al
personale ed al detenuto.
Si assiste ad episodi dove detenuti delle sezioni a regime aperto, nonostante la violazione del patto di responsabilità
sottoscritto, permangono in detto reparto, non si dispone di allocarli nelle sezioni a regime ordinario.
Questo perché sembrerebbe esservi la convinzione che a generare quell’ evento sia stata la Polizia Penitenziaria.
Altro esempio potrebbe essere quello che ad essere responsabile di violazione delle regole interne sia un detenuto addetto a
mansione lavorativa: questo non viene allontanato dal lavoro!
Di fronte a tale modo di gestire gli eventi il detenuto si sente autorizzato a vedere la Polizia Penitenziaria delegittimata nei
suoi poteri ed è per questo che ogni giorno il personale di Polizia Penitenziaria di Como si vede come mera figura
carnevalesca destinata esclusivamente ad aprire e chiudere un cancello, svilendo in tal modo il senso della custodia e dell’
osservazione del detenuto.
Lo Stato a Como ha perso!
Per questo motivo la Polizia Penitenziaria di Como da oggi intraprenderà una forte azione di protesta affinchè cambi il vento
di rotta, dichiarando lo stato di agitazione del personale.
Fin quando: non si riconquisterà la dignità; il rispetto fermo delle regole interne; avere gli strumenti idonei per intervenire
nella risoluzione degli eventi critici; far venir meno quella credulità che il responsabile degli eventi è la Polizia Penitenziaria;
la protesta sfocerà in una manifestazione fuori dalle mura dell’ istituto di cui si renderà nota la data previa richiesta
autorizzativa agli organi competenti.
Si esporranno sulle palizzate dell’ intercinta le bandiere dell’ organizzazione sindacale in segno di protesta.