Casa Circondariale di Frosinone – Evento critico del 2 dicembre – Sollecito interventi urgenti

Egregio Provveditore
Non è ancora passato un mese dell’ultima corrispondenza inoltrata al Suo Ufficio dalla scrivente Segreteria Generale vertente su eventi critici di non sottovalutabile portata che hanno avuto come teatro il penitenziario di Forsinone.
Come è noto, nella giornata di ieri si è registrato nel penitenziario del basso Lazio un vero e proprio sequestro di persona attuato da un detenuto collaboratore di giustizia ai danni di un Poliziotto penitenziario in servizio sul piano. Dopo aver chiesto di poter uscire dalla camera di pernotto per le attività ordinarie, giunto nel corridoio il detenuto ha preso alle spalle il poliziotto penitenziario e puntandogli al collo una lama rudimentale (presumibilmente ricavata da un pezzo di plexiglas), ha preteso dapprima l’apertura delle camere di altri 3 detenuti sui 5 presenti nel reparto e poi le chiavi del reparto.
È solo grazie alla fermezza e al coraggio del malcapitato poliziotto, che ha custodito le chiavi per tutto il tempo senza mai titubare, che oggi non si narrano epiloghi ben più gravi. Preziosa anche l’opera di mediazione compiuta dal Comandante e dal Direttore immediatamente intervenuti sul posto.
Come si diceva, sono ben 5 i detenuti collaboratori di giustizia reclusi presso la CC di Frosinone, in un numero più che raddoppiato rispetto ai soli due presenti ad inizio novembre; una situazione incomprensibile se si pensa che la stessa Amministrazione in un recente summit con Comandanti e Direttori del distretto aveva concordato il trasferimento dei collaboratori presso altro penitenziario. Per altro sono proprio quelli da ultimo associati alla CC di Frosinone a dimostrare maggiore riottosità alle regole penitenziarie e fra questi l’autore del gesto che stiamo narrando.
Rispetto a questo ennesimo gesto di affronto all’Istituzione Carcere, al di là della pericolosità propria dell’azione posta in essere dal detenuto in questione, induce ancora una volta a serie riflessioni sull’individuazione di quei meccanismi che siano idonei a tutelare il personale che opera nei reparti detentivi.
Per questi motivi, dicendosi sin d’ora disponibili ad un sereno confronto sul tema, si chiede di far conoscere le iniziative che saranno poste in essere nel breve periodo.