CASA CIRCONDARIALE DI MESSINA – Chiusura della Sala Convegno ed impiego del Gestore, con grave pregiudizio per il benessere del personale

La scrivente organizzazione sindacale deve, con enorme disappunto, sottolineare una contingenza palese ed ingiustificata violazione delle disposizioni vigenti, che alla luce delle prospettate esigenze che l’avrebbero determinata, non può trovare, assolutamente, una legittima giustificazione, la chiusura della Sala Convegno della Casa Circondariale di Messina ed impiego del Gestore nell’attività di perquisizione ordinaria.
Ancor più grave, se si pensa che si è determinata per due giorni di seguito, nella prima occasione, in data 14 marzo u.s., la Direzione della Casa Circondariale di Messina ha avallato la decisione del Comandante, volta alla chiusura della sala convegno per destinare il gestore, unica unità presente nella giornata, nella perquisizione “ordinaria”; e tale evenienza risulta “ictu oculi” ingiustificata alla luce dell’attività assolutamente ordinaria come la perquisizione di cui trattasi.
Si sottolinea, infatti, come tale emergenza (la chiusura del bar e la distrazione del gestore) possa essere adottata solo (così recita, già nel 2005, la nota del DAP n. GDAP-0014262-2005) per circostanze assolutamente eccezionali da giustificare di volta in volta.
La necessità che la Sala Convegno rimanga aperta, per il positivo necessario riflesso che il conforto della Sala Bar è in grado di offrire, dando immediata e unica alternativa al personale in servizio e accasermato, non è sfuggito oltre che al DAP, anche alla precedente Direzione che sulle precise indicazioni del Provveditore Regionale aveva formulato un Ordine di Servizio, che inibiva un impiego anomalo del gestore.
Due profili ulteriori, poi, che per importanza concorrono parimenti nella presente, sono quelli della responsabilità contabile del gestore e del danno erariale; essendo che entrambi, dalla chiusura della Sala Bar, sono stati interessati.
La cura della gestione contabile è prescritta “ope legis” e altrettanto si può dire nei confronti dei generi deperibili presenti alla Sala Convegno, che con la loro perdita, vengono a causare un pregiudizio economico per lo Stato oltre che per gli associati. La chiusura della Sala Convegno, dunque, mortifica il diritto del personale di Polizia Penitenziaria a vedersi riconoscere il giusto recupero psico-fisico, oltre che, pregiudicando l’attività contabile del Gestore – peraltro lo stesso spesso espleta anche mansioni di addetto -, e determina la perdita di diversi generi acquistati giornalmente per la pronta vendita.
Quanto fin qui prospettato, ulteriormente rafforzato dalle ulteriori chiusure verificatosi in data 15 marzo u.s. (appena il giorno dopo) e in data odierna, oltretutto in difetto del preventivo Provvedimento di cui all’Ordine di Servizio sopra richiamato, che si allega, essendo il Direttore assente, a fronte dell’assenza di una specifica circostanza assolutamente eccezionale (appunto la perquisizione ordinaria), e ritenendo dunque la condotta del Comandante di Reparto, in violazione della vigente normativa (fin qui più volte richiamata), costringe la scrivente organizzazione sindacale ad una vibrata protesta a tutela del diretto interessate, per il ruolo che svolge, e al benessere del personale.
Per quanto sopra, si richiede alle SS.LL., ognuno per la propria competenza, un urgente quanto puntuale intervento al fine di evitare il verificarsi di ulteriori analoghi episodi.