Casa Circondariale di Messina – impropria, approssimativa e superficiale condotta nell’impiego del personale di Polizia Penitenziaria di Messina, in occasione di un ricovero d’urgenza.

Gentile Direttrice, questa O.S. è stata resa edotta di un episodio che se si fosse verificato nei termini con cui il medesimo alla stessa è stato rappresentato assumerebbe i profili di un fatto inconcepibile e inammissibile, esito e sostanza di una deriva dell’Amministrazione che dimostra la possibilità che questa, in modo atipico, si riserva, senza porsi alcuna remora, di derogare in maniera assolutamente lieve, ad un gran numero di normative vigenti. Specificamente, nella mattinata odierna, a seguito di un ricovero urgente, il Coordinatore della Sorveglianza Generale ha ritenuto individuare ed inviare, quali unità di scorta, due Assistenti di Polizia Penitenziaria (una delle due – l’addetto alla Sala Convegno – aveva iniziato il proprio turno di servizio alle ore 07,00); senonché, alle ore 16,00, il Poliziotto Penitenziario che aveva montato alle ore 07,00, oltre a non avere, nel corso della mattinata, potuto fruire della MOS perché non gli sarebbe stato inviato né il cambio né eventualmente del cibo da consumare sul posto di servizio -quindi del tutto digiuno- doveva constatare che era stato inviato il cambio, per fine servizio, solo all’altro Assistente. Contattato telefonicamente il Coordinatore della Sorveglianza Generale del turno antimeridiano, quest’ultimo avrebbe comunicato al suo interlocutore che non ci sarebbe stato il cambio per lui, viceversa solo per l’altro Assistente giacché programmato nel turno notturno; e a nulla sono valse le obiezioni del dipendente che ricordava all’Ispettore di Sorveglianza Generale che era necessario che lui smontasse perché, oltreché persona che assiste una disabile, ex L 104/92, era anche tutore della madre e che se lo stesso non avesse smontato lei sarebbe rimasta da sola, con tutti i pregiudizi che ne sarebbero potuti derivare. Il replicato diniego, che in sostanza non poteva significare altro che il dipendente avrebbe dovuto rimanere per un altro turno completo, unito al prolungato stato di digiuno, ha causato all’Assistente stesso un improvviso malore che comunicato telefonicamente al nuovo Coordinatore della Sorveglianza, ha costretto quest’ultimo a smentire di fatto la prospettata impossibilità del cambio, con il quasi immediato invio di altro personale. Alché al dipendente, secondo quanto riferito, rivoltosi al personale medico, gli sarebbero stati registrati valori pressori altissimi e sarebbe stato sottoposto ad altri esami strumentali (sembrerebbe anche ad una TAC). A sottolineare l’inverosimile e grottesco episodio, testa il fatto che, mentre il detenuto, dimesso, rientrava alle ore 19.00, l’Assistente rimaneva al Pronto Soccorso, oltre tale orario, poiché bisognevole di ulteriori esami clinici (alle ore 21,00 – ora attuale – si registra ancora la sua presenza in Ospedale) ed è superfluo sottolineare, senza nessuna assistenza né interessamento da parte di alcuno della Casa Circondariale, sebbene il malore si fosse manifestato nell’ambito e, forse, per motivi legati al servizio, e comunque, questa O.S. vuole azzardare forse anche in costanza di servizio essendo il dipendente in uniforme e non avendo potuto ancora interrompere la sua prestazione, mediante il passaggio dell’apposito badge. Ritenendo, dunque, inaccettabile lo sviluppo descritto, lasciandoLe l’iniziativa sulla qualificazione giuridica e amministrativa dei fatti, si chiede un sollecito riscontro e soprattutto una pronta assicurazione che simili episodi non abbiano più a ripetersi.