Casa Circondariale di Pescara – Stato di apprensione malessere inappagamento collettivo

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Egregi,
in questi giorni difficili i Poliziotti Penitenziari sentono ancor di più la necessità ed il bisogno di un supporto morale da parte dell’Amministrazione, cosa che purtroppo non avviene e da tempo questa O.S. ne denuncia la carenza.

L’Amministrazione penitenziaria, che da sempre inneggia al benessere del personale, in realtà ben poco fa per incoraggiare e/o motivare il “suo” personale, in particolar modo nelle articolazioni periferiche; nello specifico presso la Casa Circondariale di Pescara difficilmente i poliziotti ricevono una “pacca sulla spalla” per il grandissimo sacrificio con cui portano avanti il lavoro e questo, seppure possa sembrare irrilevante, in questo particolare periodo può fare la differenza.

Di seguito si riportano le parole toccanti di una collega che, dopo aver prestato servizio per due anni presso il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti locale, senza nessun avviso preventivo o comunicazione da parte dell’Ispettore Responsabile NTP o dell’Ispettore Responsabile Ufficio Servizi o di qualsiasi altro Sottufficiale, si è vista “buttata fuori dal gruppo WhatsApp” del Nucleo al quale apparteneva, in quanto non più inserita nei servizi di tale Nucleo.

Forse mi trovate inopportuna…ma un semplice “ha abbandonato” non mi sta bene…Ho lavorato per due anni cercando di dare il meglio…ma sicuramente facendo degli errori…ma quello che mi sconvolge è che devo venire a conoscenza della data della mia uscita…semplicemente perché non sono più nell’elenco del nucleo…scusate lo sfogo per me il rispetto per le persone viene prima di ringraziare tutti coloro con cui ho collaborato e auguro buon lavoro ai nuovi arrivati…

Solo dopo 40 minuti l’Ispettore responsabile scriveva un messaggio riparatorio…ormai troppo tardi però, visto che la collega, essendo fuori dal gruppo non ha potuto leggerlo…messaggio che l’Ispettore comunque non ha avuto premura di girare anche agli altri due colleghi usciti dal gruppo nello stesso momento, in quanto avevano appreso con le stesse modalità della collega di essere stati avvicendati.

Nella Casa Circondariale di Pescara si viene trattati proprio come numeri!
Il rispetto per la persona viene posto in secondo piano, atteggiamento questo che demolisce psicologicamente il personale sempre più provato dai turni stressanti, carichi di lavoro eccessivi e mancato rispetto nell’attuazione dei turni programmati.