CASA CIRCONDARIALE DI TRENTO – Disposizione camere chiuse nelle sezioni danneggiate con scarsa illuminazione per tutela incolumità dei Poliziotti operanti

foto articolo Sinappe

Egregio Dr. Sbriglia,
giorno 14 gennaio facendo seguito alla Vs. cortese convocazione, presso la Casa Circondariale di Trento si è tenuto un tavolo di confronto vertente principalmente sulla rivolta dello scorso mese di dicembre, in particolare si è discusso delle possibili cause, come è iniziata e si è sviluppata, e particolare attenzione è stata data alla valutazione dei rischi ancora esistenti, di possibili azioni violente da parte dei numerosi detenuti che hanno partecipato attivamente alla rivolta, rimasti nell’istituto trentino, nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria in servizio.
Le abbiamo rappresentato che i corridoi delle nr. 5 sezioni danneggiate sono state private interamente da parte dei detenuti, dei dispositivi di videosorveglianza e dell’illuminzione originaria, e attualmente vi è solo un piccolo faretto all’ingresso di ogni sezione che produce una quantità di luce non sufficiente (soprattutto la mattina, il tardi pomeriggio e nelle giornate coperte), per permettere ai poliziotti addetti allo snodo, di avere idonea visione e controllo della sezione, e quindi di lavorare con un minimo di sicurezza per la propria incolumità.
E proprio con la finalità di salvaguardare al meglio l’incolumità del personale addetto alla sicurezza negli snodi detentivi, Ella ci ha rassicurato (a parte la previsione di nr. 1 sezione art. 32 del R.E.), che fino al completamento delle riparazioni, nelle sole sezioni danneggiate, le camere di pernottamento sarebbero state disciplinate secondo le previsioni del regime chiuso.
Sono trascorsi nr. 3 giorni interi dalla riunione, e i colleghi di servizio agli snodi che attendevano gli esiti della Nuova disposizione a Loro tutela, ci riferiscono preoccupati che nulla è cambiato, e tutte le sezioni indistintamente continuano ad essere disciplinate come sempre, a regime aperto. Voglia cortesemente renderci partecipi dei motivi della disattesa applicazione della disposizione.