CASA CIRCONDARIALE DI VERONA – Nuovi rinvenimenti di telefoni cellulari all’interno dei reparti! Si.N.A.P.Pe: Si mettano in campo urgenti contromisure!

E’ allarmante il dato che si sta registrando presso il penitenziario veronese, dove continua la sequela di rinvenimenti di telefoni cellulari all’interno dei reparti detentivi. Quello di ieri, 20 novembre 2018, va a sommarsi ai rinvenimenti del 15 novembre, che a loro volta avevano seguito quelli dei giorni antecedenti. Un dato, questo – afferma il Dott. Roberto SANTINI, segretario generale del Si.N.A.P.Pe – che non può essere trascurato e che accende nuovamente i riflettori sulla vulnerabilità del sistema penitenziari. Un sistema troppo fragile che evidentemente non assicura quei mezzi necessari al rispetto delle regole interne. I telefoni cellulari – è vero – prosegue Santini – non sono mezzi atti e il loro ingesso “in carcere” non costituisce atto illecito, ma descrive comunque una condotta rilevante in quanto oggetti non consentiti perché il loro possesso vanifica controlli e limitazioni che il legislatore penitenziario ha inteso fissare in tema di contatti con l’esterno. La gravità della condotta, dunque, emerge con tutta la propria forza non solo perché strumentale ad una possibile violazione della legge (quella penitenziaria) ma anche perché fotografa un’assenza di disciplina nel rispetto delle regole che governano la detenzione. Ad oggi le soluzioni individuate per arginare il fenomeno si esauriscono nell’opera di controllo della polizia penitenziaria, alle cui indiscusse capacità va ogni riconoscimento da parte di questa O.S., ma evidentemente – incalza il leader del Si.N.A.P.Pe – c’è bisogno di un ripensamento del sistema che consenta all’opera dell’uomo e alla sua umana fallibilità di “stare al passo” con una tecnologia sempre più veloce, capace di produrre oggetti elettronici sempre più difficili da individuare. Il caso di Verona costituisca il punto di partenza per una riflessione sul tema! Vista l’ampiezza del fenomeno il Si.N.A.P.Pe si farà portavoce presso gli Uffici competenti per l’attribuzione di riconoscimenti formali a quel personale che sta dimostrando spiccate doti nel rinvenimento di oggetti non consentiti.

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