CASA CIRCONDARIALE DI VERONA – Rinvenimento telefoni cellulari – Richiesta intervento

Esimio Presidente,

E’ allarmante il dato che si registra ormai da lungo corso presso il penitenziario veronese, dove con preoccupante costanza, nel corso delle perquisizioni ordinarie nei reparti detentivi, vengono rinvenuti telefoni cellulari. E’ dei giorni scorsi l’ennesima segnalazione che pare riguardare telefoni di ultima generazione. Il dato, non trascurabile, non può che essere letto come una punto di vulnerabilità del sistema carcere in una situazione di acclarata insufficienza dei mezzi a disposizione della Polizia Penitenziaria per contrastare il fenomeno dell’introduzione di oggetti non consentiti. Nel caso di specie, pur non trattandosi di mezzi atti ad offendere, il loro possesso da parte della popolazione detenuta vanifica le limitazioni e i controlli che il legislatore penitenziario ha inteso fissare in tema di contatti con l’esterno.
Con nota 0116407 dello scorso 9 aprile, nel fornire gli aggiornamenti sull’attuazione delle linee programmatiche di codesto Capo Dipartimento, l’Amministrazione comunica anche il programma degli acquisti di strumentazione funzionale alla sicurezza degli Istituti: fra questi, 165 jammer per l’inibizione delle frequenze telefoniche, 200 rilevatori di telefoni cellulari anche spenti, 65 apparati rilevatori di traffico di fonia e dati. Di fronte a preoccupanti scenari come quelli innanzi descritti, si plaude alla scelta di investimento effettuata dall’Amministrazione ed in ragione di ciò si chiede di conoscere le tempistiche necessarie per l’attivazione della strumentazione tecnologica, volendo ritenere la Casa Circondariale di Verona realtà prioritaria per le istallazioni.
Certi di incontrare ogni interessamento da parte di codesto Presidente, si resta in attesa di riscontro e si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.