Casa Circondariale Milano San Vittore – Criticità reparto accoglienza detenuti nuovi congiunti – Richiesta intervento

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Gentile Direttore,
con la presente nota siamo costretti a segnalarLe la grave situazione che attanaglia il Personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso il V° reparto detentivo della Casa Circondariale di Milano San Vittore che, ebbene ricordarlo, ospita ben trecento detenuti ed è deputato all’accoglienza dei detenuti nuovi giunti.

Proprio in relazione a tale reparto, ci giunge notizia di uno stazionamento dei detenuti colà allocati che supera di gran lunga i periodi necessari al loro trasferimenti in altri reparti, si ché un reparto dalle peculiari caratteristiche di utenza dedicata, va a trasformarsi in un reparto “pseudo comune” con i rischi di contagio che non possono astrattamente escludersi.

Ed ancora sul punto, soccorre il caso del suddetto reparto in argomento che, da quanto ci viene riferito, rischia di trasformarsi in una sorta di “ghetto” ove è allocato l’utenza maggiormente problematica ed ove comunque risultano ristretti anche detenuti con evidenti atteggiamenti antisociali per nulla attenti alla cura della persona (seppur in tal senso sollecitati) e degli spazi.

Una grave criticità nel reparto in epigrafe menzionato, sia da un punto di vista operativo che da un punto di vista funzionale e che interessa tutti alcuni profili professionali di grande importanza. In particolare modo, vi è attualmente l’assenza di un educatore di riferimento, giacché l’attuale modello organizzativo prevede una turnazione ogni 4 giorni di detta figura, che ha il compito arduo di occuparsi dell’accoglienza.

Tale criticità sta provocando ricadute estremamente negative per il Personale di Polizia Penitenziaria che non ha un punto di riferimento costante.

Si partecipa, altresì, che all’interno del medesimo reparto, si annovera il Circuito delle Celle a Rischio, che ospita detenuti a rischio suicidario con gravi problemi di adattamento, settore che deve necessariamente essere seguito. Infatti, in caso siano evidenziati rilevanti aspetti di rischio da parte del Personale di Polizia Penitenziaria, è fondamentale procedere attraverso riunioni di equipe multidisciplinare composte da personale di area penitenziaria e sanitaria, in tal senso, verrebbe potenziata la presa in carico congiunta e coordinata del paziente detenuto da parte del personale sanitario e penitenziario, con massimo utilizzo del momento di incontro degli operatori all’interno di uno staff multidisciplinare.

Risulterebbe invece che questi specialisti non seguono i detenuti bisognosi con la dovuta costanza perché non vi è sempre uno psichiatra di riferimento presente in reparto, infatti, il sabato e la domenica, il servizio psichiatria, indispensabile, non è assolutamente garantito. Per tale motivazione chiediamo che tale figura sia più presente in reparto, in particolar modo nel turno di mattina, di Per quanto sopra, previa verifica della segnalazione, si voglia intervenire per la valutazione di misure da porre in essere nell’immediato per cercare di riequilibrare la corretta distribuzione delle figure anzidette professionali, poiché tale disfunzione, fanno si che i ristretti sfogano le loro frustrazioni e il loro dissenso, sui i poliziotti penitenziari costretti, loro malgrado, ad ascoltare problematiche sulle quali non hanno competenze ad intervenire.

Nella consapevolezza che l’Amministrazione Penitenziaria debba affrontare adeguatamente il problema del “Reparto Nuovi Giunti” del carcere che si occupa anche di prevenzione del rischio suicidario ed autolesivo, non solo come rischio per specifiche categorie e concentrato in momenti specifici ma come processo che può realizzarsi in qualunque momento del percorso detentivo, debba necessariamente avere a disposizione risorse, sia economiche che di personale e di formazione, utili per poter gestire una realtà complessa e variegata nelle sue espressioni concrete.

Alla luce di quanto rappresentato, pertanto, si resta in attesa di conoscere l’eventuale diretto interessamento sulle specifiche questioni, con l’occasione si porgono deferenti saluti.