CASA DI RECLUSIONE CALOGERO DI BONA PALERMO – Emanazione interpello addetto spaccio

Egregio Provveditore,
in virtù del contenuto della missiva in oggetto, preliminarmente si osservano le reiterate violazioni commesse dall’Autorità Dirigente, nel non applicare quanto previsto dal P.I.R. art.7 , art.2. P.I.L. Allegato A e art. 6. Allegato D.
In merito a quanto sostenuto dall’Autorità Dirigente con la missiva prot. n. 1079/ Com del 11/09/2019, e gli atti trasmessi presso il superiore Ufficio provveditoriale nella quale evidenziava che ^ la gestione degli spacci è di diretta emanazione dell’ente assistenza e pertanto non rientrante enunciati P.I.R. e P.I.L. ^ e che l’interpello di addetto allo spaccio è stato emanato in osservanza delle direttive pervenute dallo stesso Ente gestore, di cui la stessa si è uniformata con l’emanazione dell’interpello stesso, non trovano riscontro normativo, da come si può rilevare dal contenuto della nota prot.n.GDAP20/09/2019 0281335U emessa dall’Ente Assistenza in data 20/09/2019, ed allegata alla missiva in oggetto.
Ancora dalla predetta missiva, si può rilevare con estrema certezza, che non esiste nessuna direttiva scritta trasmessa dall’Ente Assistenza all’Autorità Dirigente precedentemente della data del 20/09/2019, che ne giustifichi tale modus operanti.  Preme sottolineare che a tal proposito l’Ente Assistenza chiarisce e ribadisce all’Autorità Dirigente, che l’organizzazione del servizio dovrà essere valutato in termini di convenienza e utilità nell’ambito delle risorse umane presenti, potendo ricorrere al personale dichiarato non idoneo ai compiti di polizia e alla manodopera detenuta, compresa il servizio a banco, da remunerare attraverso i fondi di bilancio dedicati alle mercedi o delle casse delle ammende alla quale dovranno essere presentati appositi progetti.
Appare chiaro che l’Autorità Dirigente non abbia valutato minimamente i termini di convenienza e utilità nell’ambito delle risorse umane presenti, infatti , presso la Casa di Reclusione Calogero Di Bona prestano servizio diverse unità non più idonei ai compiti di polizia , ma vi e ancor di più , la stessa non ha valutato la possibilità di utilizzare manodopera detenuta da come avviene in diversi spacci deli istituti della Regione , di cui si sono ottenuti risultati eccezionali (vedasi spaccio Casa Circondariale Pasquale di Lorenzo Agrigento).
Per quanto in narrativa si chiede l’annullamento dell’interpello dello spaccio e di convocare le OO.SS., al fine di modificare il P.I.L.