Casa di Reclusione di Aversa – grave aggressione – richiesto trasferimento detenuto.

Esimio Direttore Generale,
è notizia di ieri dell’ennesima aggressione a danno di poliziotti penitenziari avvenuta durante l’espletamento del loro servizio.
Teatro del vile gesto, la Casa di reclusione di Aversa, dove un internato siciliano di 29 anni, già noto per la sua indole violenta, ed ivi ospitato proprio per scontare una misura di sicurezza, dopo essere stato allontanato per gli stessi motivi dal penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto circa un mese fa, si è scagliato contro gli agenti di servizio, sferrando calci e pugni e provocando diverse contusioni per almeno 4 di loro.
Il detenuto in questione aveva appena ricevuto la sanzione dell’isolamento dal Consiglio di disciplina ed era sottoposto alle visite mediche di routine quando ha scatenato la sua ira cieca.
Coinvolto nell’aggressione anche un sostituto commissario, intervenuto per ripristinare l’ordine.
La recidività del gesto fa sì che la questione sia particolarmente attenzionata da codesta Amministrazione, affinché l’internato de quo venga trasferito presso un’altra sede, secondo quanto previsto dal protocollo recentemente ratificato.
Protocollo che, comunque sia, anche quando attuato non fa altro che spostare, e non risolvere, il problema!
La situazione chiaramente sta sfuggendo di mano; la Polizia penitenziaria che opera all’interno degli Istituti è da tempo abbandonata a sé stessa, alla mercé di detenuti che si sottraggono alle disposizioni ed alle più semplici regole del viver civile.
Uomini e donne, quelli in divisa blu, che nonostante TUTTO continuano a garantire indefessamente il servizio di pubblica utilità, pur non avendo i mezzi per farlo in sicurezza. Chiediamo dunque alla S.V. l’immediato trasferimento del soggetto facinoroso e all’Amministrazione Penitenziaria l’obbligata rivisitazione della gestione generale della popolazione detenuta, calandosi in quella che è la realtà dei fatti, affinché le continue e sempre più frequenti e violente aggressioni denunciate, possano venire meno, garantendo al personale, l’espletamento della propria attività in un ambiente idoneo e sicuro; le recenti circolari emanate in materia infatti, seppur condivise, stridono con quello che è l’ordinario vissuto quotidianamente all’interno dei reparti detentivi dai nostri poliziotti. Distinti saluti.

 

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