Casa di Reclusione Milano Bollate – Obbligo di ricevere persone arrestate, gestione emergenza Covid-19

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Egr. Sig. Provveditore,
la scrivente O.S. si vede costretta ancora una volta, la terza in pochi mesi, ad intervenire sulla questione in oggetto meglio specificata, in quanto la S.V., con l’ormai consueta procedura “inaudita altera parte”, in maniera sorprendente e del tutto inaspettata, con la nota nr. 5759054 del 22/10/2020, ha ripristinato a carico della II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate l’obbligo di ricevere le persone arrestate in ragione dell’esecuzione di un titolo detentivo di condanna a pena inferiore ai sei anni con delle motivazioni, insostenibili, ai limiti del risibile e di conseguenza inaccettabili.

Nella fattispecie la S.V. ha motivato il contestato provvedimento, addebitandolo all’inottemperanza delle indicazioni fornite dal P.R.A.P., con precedente nota prot. nr. 64912 del 11/09/2020 da parte della Direzione della II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate colpevole di perseverare nel sottoporre ad isolamento sanitario precauzionale i detenuti ivi tradotti nonostante i medesimi fossero già stati sottoposti a tale forma di isolamento sanitario da parte degli Istituti di Pena di provenienza, attuando di fatto una ulteriore quarantena con conseguente rallentamento delle movimentazioni di detenuti tra gli istituti milanesi.

Orbene, la scrivente O.S. concorda con la S.V. sul fatto evidente che l’inopinata sottoposizione da parte della Direzione della II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate dei detenuti nuovi giunti ad una doppia quarantena sembrerebbe non avere alcun fondamento sanitario, atteso che non ci risulta che i protocolli attualmente vigenti la prevedano, né tantomeno tale procedura ha un fondamento in termini di logica e di buon senso, considerato che tali detenuti giungono presso la II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate dopo essere già stati sottoposti ad isolamento sanitario precauzionale da parte degli Istituti di Pena di provenienza. Premesso ciò, non ci si può tuttavia esimere dallo stigmatizzare il modus procedenti della S.V. la quale, invece di imporre alla Direzione della II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate di ottemperare alle indicazioni da Ella stessa
fornite, ricorrendo all’autorevolezza ed all’autorità di cui dispone in virtù della carica istituzionale da Lei rivestita, preferisce attuare una sorta di inaccettabile ritorsione di evidente natura sanzionatoria/punitiva nei confronti della medesima Direzione, imponendogli di ricevere le persone arrestate nei limiti di pena sopramenzionati, la cui accettazione, invece, competerebbe indiscutibilmente alla Casa Circondariale di Milano San Vittore, il tutto ignorando, ancora una volta e con colpevole pervicacia, la diversa natura giuridica dei due Istituti di Pena, Casa Circondariale (Milano San Vittore), Casa di Reclusione (Milano Bollate).

Altra questione da chiarire è la sussistenza attuale di una presunta situazione di emergenza presso la Casa Circondariale di Milano San Vittore cui la S.V. continua a far riferimento in ogni nota avente ad oggetto la materia dell’odierno contendere.

Signor Provveditore alla scrivente O.S. non risulta da alcuna fonte qualificata che la Casa Circondariale di Milano San Vittore, dopo le ben note rivolte dello scorso marzo, si trovi tuttora ad affrontare una ulteriore situazione di emergenza, pertanto, qualora la S.V. fosse in possesso di informazioni di cui noi non disponiamo, è formalmente invitata a condividerle con tutte le OO.SS. rappresentative del Corpo di Polizia Penitenziaria, esponendo, con dati fattuali ed oggettivamente riscontrabili, i reali termini di questa presunta situazione di emergenza e convocando contestualmente un apposito tavolo finalizzato alla ricerca concordata dei necessari interventi correttivi e/o risolutivi.

L’unico dato di fatto al momento oggettivamente riscontrabile è la persistente e colpevole latitanza della Direzione della II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate cui si contrappone l’iperattivismo ed il protagonismo della Direzione della Casa Circondariale di Milano San Vittore nei confronti della quale Direzione la S.V. parrebbe, ancora una volta, patire un evidente rapporto di riverenza mista a sudditanza, tale da indurLa ad assecondarne ed agevolarla in maniera incondizionata.

Signor Provveditore, atteso che oltre alle persone arrestate nei termini sopra esposti continuano comunque a pervenire presso la II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate anche detenuti tradotti da altri istituti di Pena, è palese ed incontestabile che il provvedimento che con l’odierna nota si contesta sta letteralmente mettendo in ginocchio l’istituto di pena che doveva essere il fiore all’occhiello dell’Amministrazione Penitenziaria e che invece, a causa della Sua incomprensibile e dissennata strategia gestionale, si sta trasformando in una discarica sociale nonché in una pericolosa polveriera che potrebbe esplodere da un momento all’altro con conseguenze imprevedibili e di difficile, se non impossibile, gestione.

A tal proposito giova altresì tornare ad evidenziare alla S.V., per l’ennesima volta, che la gestione dell’ingresso di un notevole numero di persone arrestate (in media circa quattro/cinque al giorno) rappresenta una enorme criticità per la II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate, considerato anche l’obbligo di sottoporre tali soggetti ad isolamento sanitario precauzionale per ben 14 giorni (10 secondo il nuovo protocollo, sovente inattuato) nel rispetto delle norme vigenti per la prevenzione del contagio da Covid 19 e la
correlata carenza di camere singole per ottemperare a tale prescrizione.

In merito, Le ribadiamo i concetti già espressi nelle precedenti note sull’argomento, ovvero La portiamo formalmente a conoscenza della palese violazione dei protocolli sanitari per la prevenzione del contagio da Covid 19, considerato che i soggetti arrestati/nuovi giunti da altro Istituto, causa l’assoluta insufficienza di un numero di camere singole compatibile con l’esecuzione del predetto regime di isolamento sanitario, vengono posti in isolamento sanitario precauzionale presso il reparto infermieria, presso il reparto isolamento ordinario e financo presso il primo piano del quarto reparto, ovvero del reparto a trattamento avanzato, allocando due o anche tre detenuti per camera con una interpretazione “estensiva” del concetto di isolamento che diventa pertanto una sorta di “isolamento collettivo”, esponendo in tal modo ad innegabili rischi di contagio da Covid 19 gli stessi soggetti ed il personale di Polizia Penitenziaria che lavora a contatto con loro, ciò in aperta e palese violazione dei rigorosi protocolli sanitari vigenti cui la S.V. sembra non voler dare alcuna importanza con gravissima sottovalutazione delle potenziali conseguenze.

Signor Provveditore, alla luce di quanto esposto in narrativa, la scrivente O.S. Le chiede con assoluta fermezza di procedere all’immediata revoca della contestata nota avente Prot. nr. 5759054 del 22/10/2020 con conseguente ripristino dello status quo ante ed assegnazione dei soggetti arrestati, com’è giuridicamente giusto che sia, presso la Casa Circondariale di Milano San Vittore; Le chiede altresì di intervenire con risolutezza nei confronti della Direzione della II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate, imponendole di ottemperare in maniera puntuale e precisa a tutte le indicazioni da Lei fornite ed evitando in tal modo che inopinate iniziative poste in essere dalla predetta Direzione, possano nuovamente creare i presupposti per l’emanazione di analoghi provvedimenti del tutto inaccettabili poichè privi di qualsivoglia fondamento logico/giuridico.

Nella malaugurata ipotesi che questa istanza non dovesse trovare il dovuto accoglimento in tempi ragionevoli, la scrivente O.S., provvederà tempestivamente a presentare una circostanziata denuncia alle competenti autorità sanitarie e giudiziarie, allegando agli atti, oltre alla presente, anche copia delle precedenti due note inviateLe sull’argomento de quo e chiedendo alle predette autorità di verificare la sussistenza di eventuali reati per il mancato rispetto dei protocolli sanitari prescritti per la prevenzione dei rischi di contagio da Covid 19 con conseguente assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione per le eventuali conseguenze dannose che ne dovessero scaturire per la salute sia della popolazione detenuta che, a maggior ragione, del personale di Polizia Penitenziaria che, con encomiabile professionalità ed esposto a notevoli rischi per la propria salute, continua immancabilmente a garantire il corretto svolgimento di tutte le attività istituzionali.

In attesa di cortese ed urgentissimo riscontro, l’occasione è gradita per porgerLe deferenti
saluti