Casa di Reclusione San Cataldo – Tentativo di introduzione di Stupefacenti

Il Coordinamento Nazionale SiNAPPe esprime soddisfazione alle operazioni condotte dal personale di Polizia Penitenziaria della Casa Reclusione di San Cataldo.
Nella mattinata odierna, in un delle ultime operazione di polizia all’interno della Casa Reclusione di San Cataldo, con grande professionalità e impegno, sono riusciti a ritrovare all’interno di un involucro in possesso di una familiare di un detenuto di nazionalità Italiana, sostanza stupefacente. Un’azione che fa riflettere- dice il Coordinatore Nazionale del SiNAPPe, Rosario Mario Di Prima, non possono essere sottovalutati simili episodi che accadono in una realtà molto interessata di attività trattamentali, sottodimensionata degli organici di Polizia Penitenziaria, che per fortuna sta mantenendo il totale controllo della sicurezza.
Le azioni sin qui condotte all’interno della Casa Reclusione di San Cataldo, se pur in una situazione di forte carenza di personale, sono un segnale di contrasto inconfutabile per chi vorrebbe sopraffare l’azione dello stato e per l’insofferenza alle regole penitenziarie da parte di alcuni detenuti e dei loro familiari.
Il fatto accade oggi, una familiare stava tentando di occultare l’involucro contenente hashish, marjuana e cocaina dentro un cestino della spazzatura della sala di attesa dei familiari, il personale, attento e scrupoloso, hanno notato il fare sospetto e, grazie all’aiuto dell’Unità Cinofili del distaccamento di Siracusa e la perquisizione ad opera del personale femminile della Polizia Penitenziaria dell’Istituto, ha potuto appurare e sequestrare la droga.
La donna, familiare di detenuto è stata immediatamente fermata e resa a disposizione dell’A.G. che ha convalidato l’arresto e le ha concesso gli arresti domiciliari.
Ancora una volta l’opera meritoria della Polizia Penitenziaria di San Cataldo dimostra che c’è un forte attaccamento al dovere e grande professionalità nella gestione dell’Istituto penitenziario.
Ciò accade, sottolinea – Di Prima – in una Casa Reclusione che ha applicato la determina della CEDU sul trattamento dei detenuti, con una carenza degli organici di Polizia Penitenziaria non indifferente.
Abbiamo riflettuto molto sui vari episodi, non riusciamo a farcene una ragione ma solamente una convinzione, la sicurezza e l’azione dello stato all’interno dell’Istituto è un elemento primario, per il quale, l’Amministrazione Penitenziaria dovrà porre la giusta attenzione, con il potenziamento del personale di Polizia Penitenziaria e con chiare direttive sulla gestione delle carceri.
Al personale di Polizia Penitenziaria direttamente interessato va il nostro plauso, e a tutto il personale in servizio nella Casa Reclusione di San Cataldo, va tutta la nostra solidarietà per il momento critico che stanno attraversando. L’amministrazione penitenziaria ha il compito – aggiunge Il coordinatore nazionale – di dare al personale direttamente interessato alle diverse operazioni, segnali tangibili di riconoscimento.