CC Pescara – Emergenza CoVid-19 Grave Rischio Epidemiologico

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Egregio Provveditore,
nella riunione sindacale del 27 Gennaio 2021 tenutasi con tutte le O.S. presso la CC Pescara, avente come ordine del giorno “ Condivisione del Protocollo locale, Piano di Prevenzione Controllo e Gestione Sanitaria COVID-19” la Direttrice dell’Istituto esordiva dicendo “l’organizzazione ha funzionato, difatti non vi è stato alcun contagiato tra i detenuti e risulta ad oggi una sola unità di Polizia Penitenziaria assente per COVID-19”.

Ebbene, ad oggi, a 21 giorni da quella riunione, presso la Casa Circondariale di Pescara abbiamo ben 6 detenuti positivi al COVID-19 e 5 poliziotti in quarantena domiciliare, in quanto anch’essi positivi al Coronavirus.

Questa Organizzazione Sindacale già nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, aveva lamentato le varie anomalie presenti nella CC di Pescara, la mancata sanificazione continua in tutti i locali, la mancata rilevazione della temperatura nei giorni festivi e turni serali, la mancanza di DPI in alcuni turni giornalieri e la scarsa distribuzione di gel sanificante.

I numerosi contagi avvenuti a catena presso gli istituti di Sulmona, Teramo, Lanciano e Chieti, avrebbero dovuto far scattare un campanello di allarme ed indurre la Direzione della CC Pescara ad attuare ed adottare in maniera preventiva, tutte le misure idonee ad evitare che detto contagio raggiungesse anche il suddetto Istituto. Sappiamo, purtroppo, che questo non è stato fatto!

La “prevenzione”, in caso di pandemia mondiale, non può essere affidata solo alla fortuna!
Non si possono applicare le norme sanitarie richieste, solo una tantum!
E così, tutto questo lassismo ha, ahinoi, portato alla situazione attuale che vede un Istituto già sofferente di una carenza di organico pari a 50 unità (a tal proposito si rammenta che, nel recentissimo passato, 3 unità sono state distaccate in uscita per supportare gli istituti di Teramo e Chieti), ulteriormente indebolito dal Virus.

I turni di lavoro, già da tempo, vengono programmati su tre quadranti, obbligando il personale ad effettuare almeno 8 ore di servizio, contrariamente a quanto deliberato dalla Commissione Arbitrale Regionale che già rilevando le violazioni messe in atto dalla Direzione della CC Pescara, interveniva intimando a quest’ultima il ripristino dei quattro quadranti (con turni a 6 ore); come se ciò non bastasse, spesso si ricorre all’espletazione del doppio turno e l’impossibilità di fruire del congedo ordinario, con accumuli anche di 200 giorni.

Se l’epidemia dovesse diffondersi ulteriormente, ciò porterebbe l’Istituto di Pescara al collasso, motivo per cui si chiede sin da ora un intervento urgentissimo, mirato al contenimento del contagio, utilizzando tutti gli strumenti necessari al raggiungimento di tale obiettivo.
Certi della giusta considerazione che si saprà concedere alla presente, si resta in attesa di sollecito riscontro.
Cordiali saluti.