CC Pescara – incendio in sezione, sistemi antincendio non a norma

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Egregi,
nella giornata di ieri 2 novembre 2020, presso il Reparto “penale” della Casa Circondariale di Pescara, si è verificato l’ennesimo caso di incendio appiccato di proposito da un detenuto straniero, con patologia psichiatrica.
Il predetto, probabilmente al fine di polemizzare sul disposto isolamento per motivi disciplinari, ha dato fuoco al materasso ed al cuscino. Questi, che in realtà dovrebbero essere ignifughi in quanto dotati di rivestimento auto-estinguente (il fuoco infatti non dovrebbe espandersi bensì estinguersi velocemente, prevenendo incendi dolosi o fortuiti – magari dovuti ad una sigaretta) in pochi secondi sono andati in combustione, producendo fiamme alte fino al soffitto.

Ciò è accaduto in quanto tutti, o quasi, i materassi ed i cuscini in dotazione, hanno superato da molto la scadenza della certificazione ignifuga, perdendo così tutte le caratteristiche che la normativa vigente prevede in materia.

In pochi istanti il fumo tossico e denso si è propagato per tutto il piano terra, mentre le due unità di polizia penitenziaria ivi assegnate cercavano, con non poca difficoltà, di reperire le chiavi delle cassette antincendio per prelevare gli estintori ed i Dispositivi di Protezione Individuale (maschere anti gas/fumo) che in quel momento sarebbero state indispensabili per salvaguardare la salute degli operatori intervenuti.

Al momento dei fatti in Istituto non erano purtroppo presenti gli addetti al Servizio Antincendio e seppure l’allarme generale sia stato prontamente attivato, i due polizotti hanno dovuto inizialmente arrangiarsi da soli per aprire le cassette antincendio in ferro che, a differenza di quanto previsto, non presentano un vetro frangibile per il prelevamento rapido degli estintori e dei DPI; una volta riusciti nell’impresa però, hanno scoperto che le ambite maschere antigas non erano presenti.

Inoltre gli stessi, ahi loro, hanno avuto un’altra amara sorpresa: gli estintori presenti erano caricati con CO2, quindi non idonei allo spegnimento di quel tipo di incendio.

Chiaramente nell’urgenza del momento “si sono dovuti accontentare”, per poi cercare idonei estintori a polvere.
Va sottolineato che i poliziotti prontamente intervenuti (prima i due addetti poi altri due giunti in supporto), pur non avendo avuto formazione specifica in materia di prevenzione incendi, hanno salvaguardato in primis la salute del ristretto, provvedendo nel frattempo a spegnere le fiamme.

Tutto questo però si è ottenuto a caro prezzo in quanto i quattro poliziotti, che hanno agito in un ambiente offuscato nella visuale ed intasato dai fumi tossici, inevitabilmente inalati a causa dell’indebita assenza dei previsti DPI, a breve termine hanno manifestato i sintomi di un’intossicazione da monossido di carbonio e, condotti presso il Pronto Soccorso Santo Spirito di
Pescara, sono stati dimessi tutti con 7 gg di prognosi.

E’ evidente che tutto ciò poteva essere evitato e che solo grazie al prontissimo ed impavido intervento dei polizotti ivi di stanza, l’episodio non si è tramutato in un evento di più ampia e grave risonanza!

Si rammenta infatti che già 10 mesi fa, precisamente il 20.12.2019, è accaduto un episodio analogo che aveva visto due detenuti dare alle fiamme due materassi; anche in quel caso il personale intervenuto non aveva potuto disporre dei mezzi adeguati per contrastare il disagio ed anche in quella circostanza lo stesso aveva riportato intossicazione per aver respirato il fumo.

A quanto sembra però, il pericolo occorso non ha messo in allarme l’Amministrazione che, in 10 mesi, non ha provveduto a sopperire le gravi mancanze allora registrate e lamentate, come ad esempio effettuare la formazione ad hoc del personale, sostituire le cassette antincendio con modelli a norma, acquistare maschere antigas, disporre correttamente i vari tipi di estintori ed infine sostituire tutti i materassi ed i cuscini con certificazione Ignifuga scaduta.

Atti senza dubbio necessari ed indispensabili per la tutela e l’incolumità tanto del personale che della popolazione detenuta; atti, senza i quali, l’intera sicurezza dell’Istituto è posta sempre ad alto rischio.

I poliziotti della Casa Circondariale di Pescara sono stanchi di subire la latitanza di una Direzione sempre più lontana dai problemi lamentati e distante dal voler intervenire con apposite soluzioni, motivo per cui richiede l’azione decisa degli Organi Superiori, anche con una visita ispettiva, mirata a ripristinare urgentemente un idoneo ambiente di lavoro.
In attesa di cortese quanto sollecito riscontro, l’occasione è gradita per porgere deferenti ossequi.