Celebrazioni della Festa della Repubblica – Piazza Plebiscito di Napoli – prevista assenza del reparto di Polizia Penitenziaria

Egregio Provveditore
Sconcerto, indignazione e stupore sono i sentimenti che pervadono i Poliziotti Penitenziari campani a fronte della notizia che sta circolando in queste ore, secondo la quale l’articolazione regionale, a partire dalla Scuola di Formazione in indirizzo, non abbia dato la disponibilità a fornire personale per la celebrazione della Festa della Repubblica che si terrà in Piazza Plebiscito a Napoli. L’alta valenza morale, identitaria e simbolica della ricorrenza di cui si discute non ha di certo necessità di essere ripercorsa in questa corrispondenza, ma un accenno alla contestualizzazione temporale è doveroso. Le ombre del covid paiono diradarsi dopo oltre un anno di buio profondo; il Paese torna ad una timida normalità in cui si inserisce anche la celebrazione della Festa della Repubblica. È nella mente di tutti l’assordante silenzio dello scorso anno…! Ebbene, mai come in questo momento storico ogni sforzo deve compiersi per cementare lo spirito di Appartenenza, di Corpo, di Democrazia! E mai come in questo momento è inammissibile non attivarsi per consentire la partecipazione del Corpo di Polizia Penitenziaria alle celebrazioni che si terranno nella scenografica cornice di Piazza Plebiscito. Dalle poche informazioni che ci pervengono, pare che in prima battuta sia stata coinvolta la struttura di Portici che ospita gli allievi agenti, ricevendo da questa un diniego di cui si sconoscono le motivazioni. E ancora pare che nessun altro monitoraggio sia stato compiuto per un eventuale schieramento di personale già in servizio nel contesto cittadino e provinciale, o finanche regionale. Quanto emerge dalle notizie sopra riportate è inammissibile e attesa l’imminenza della celebrazione, si invita ad attivare ogni canale possibile per assicurare la presenza del reparto di Polizia Penitenziaria a cui va riconosciuta la medesima dignità di tutto il macrocosmo in uniforme. Si voglia anche far conoscere dettagliatamente i motivi del diniego all’impiego degli allievi e del mancato monitoraggio fra il personale effettivo.