CGM di Napoli – Gravi violazioni degli Accordi in tema di mobilità regionale e comportamenti antisindacali del Dirigente

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Egregie Autorità, come ormai numerose volte segnalato,
da tempo i rapporti con la Dirigenza del CGM di Napoli registrano una costante regressione nel rispetto di quelli che sono gli accordi sottoscritti, sia in sede nazionale che a livello regionale, oltre che delle prerogative di queste O.S. Le lettere trasmesse fino ad oggi, spesso vengono riscontrate dall’A.D. del CGM di Napoli in maniera approssimata e gli interventi riparatori richiesti, puntualmente, non vengono assicurati o, in alcuni casi, artatamente rinviati, con motivazioni pretestuose ed infondate, in fatto ed in diritto.

A titolo esemplificativo, si rappresenta che sono mesi che queste O.S. contestano l’illegittimità dell’assegnazione disposta dal Dirigente del CGM di Napoli, di un’unità del CPA di Napoli negli uffici del CGM di Napoli, atta a ricoprire un posto di servizio per cui la medesima direzione ha espletato regolare interpello e proclamato nomina del relativo vincitore, che, invano, a tutt’oggi, attende di ricoprire legittimamente quel posto di servizio.
Come se non bastasse, recentemente la Dirigente del CGM del Napoli, senza alcuna informazione a queste O.S. neanche successiva, ha distaccato 1 unità dall’IPM da Nisida al CPA di Napoli.

Ed ancora, per citarne un’altra, nei giorni scorsi, la medesima Dirigente, del tutto noncurante delle suddette prerogative, ha nuovamente distaccato, in pendenza di piano ferie estive, un’ulteriore unità dell’Ipm di Nisida, al CPA di Salerno.
Constatare tale stato di cose, risulta oltre che imbarazzante, davvero increscioso e mortificante, poiché chi contravviene agli accordi è lo stesso Dirigente che dovrebbe esercitare l’attività di verifica e di controllo sull’applicazione delle norme da parte delle articolazioni periferiche dipendenti, che, invece, subiscono “attonite e percosse” gli effetti della scellerata politica di gestione e mobilità delle risorse, della Dirigente del CGM di Napoli, a discapito della trasparenza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa, oltre che delle pari opportunità del
personale.

Appare chiaro, oltretutto, che di tal guisa, l’azione sindacale viene in questa maniera vanificata da comportamenti che si delineano, di fatto, come diretti ad impedirne, limitarne e contrastarne l’esercizio e che denotano l’assenza assoluta di rispetto e considerazione delle relazioni sindacali.
È superfluo ricordare a Codeste Illustri Autorità che vi sono degli obblighi derivanti dalla sottoscrizione di un accordo che non devono e non possono essere considerati alla stregua di meri adempimenti formali e burocratici, soprattutto, si ribadisce, da parte di chi ha anche il dovere di verifica e di controllo sui Servizi dipendenti.

Fatta questa premessa, queste O.S. ritengono che il Dirigente del CGM di Napoli abbia violato i principi stabiliti negli accordi vigenti per aver approvato una graduatoria con nomina di vincitore di regolare interpello ed aver movimentato, in luogo del predetto vincitore, altra unità arbitrariamente assegnata in quel posto di servizio.
La Dirigente del CGM di Napoli, inoltre, ha ripetutamente violato gli obblighi di informazione prescritti dagli AQN dando luogo ad una reiterata condotta antisindacale, in violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, per non aver mai informato queste O.S. ne’ della predetta assegnazione, ne’ delle altre tre assegnazioni di cui sopra si è detto, relative a movimentazioni in uscita dallo stesso IPM, nel giro di pochi mesi, di cui, l’ultima fra esse, da eseguire in pieno piano ferie estive.

È noto, che per giurisprudenza dominante, anche un comportamento omissivo del datore di lavoro può essere qualificato in termini di condotta antisindacale, purché risulti pregiudizievole alla libertà o all’attività sindacale e, contestualmente, integri la violazione di uno specifico obbligo di contenuto positivo imposto al datore di lavoro da disposizioni legislative o contrattuali (cfr. in tal senso Cass. Civ., sez. lav.,), elementi che si riscontrano tutti nelle reiterate condotte poste in essere dalla Dirigente del CGM di Napoli. nel merito di tutto quanto esposto, corre l’obbligo rappresentare a codeste Autorità che queste O.S. tra l’altro, non possono non accogliere le doglianze che pervengono, numerosissime, da parte di nostri aderenti e non, che lamentano discrepanze e disparità di trattamento legate alla mobilità attuata in violazione delle norme ed in spregio agli accordi ed alle relazioni sindacali.

È doveroso, infine, rammentare che nell’arco di tutto il triennio in cui è stato esercitato l’incarico di direttore del CGM di Napoli, l’attuale dirigente amministrativo del CGM di Napoli non ha mai curato le relazioni sindacali, spesso sfuggendo ad una leale e costruttiva dialettica e rinunciando a confrontarsi sulle organizzazioni del lavoro dei Servizi, sull’adeguamento del PIR regionale, nonché sulle criticità degli IIPPMM campani, ed in particolare dell’IPM di Airola, ben note a Codesti Vertici.

Pertanto, le scriventi O.S. dichiarano lo stato di agitazione nel distretto minorile della Campania, l’interruzione delle relazioni sindacali con il CGM di Napoli e chiedono un’urgente convocazione in sede centrale innanzi Codeste Autorità, in assenza della quale, saranno costrette ad indire, loro malgrado, una manifestazione di protesta ad oltranza davanti il plesso del CGM di Napoli sito nei pressi degli Uffici giudiziari minorili, notiziando del tutto anche i vertici dei predetti Uffici giudiziari, oltre che gli organi di stampa, per la massima diffusione della protesta e delle motivazioni ad essa sottese.

In attesa di conoscere le determinazioni di Codeste Autorità circa la richiesta di urgente convocazione presso la sede centrale del DGMC, inviano i più Distinti Saluti.