CIAO CLAUDIO! La prematura scomparsa del Presidente del Si.N.A.P.Pe

“Odiamo il mese di giugno!”
Un’affermazione sciocca ma a distanza di poco più di un anno dopo aver pianto per il gesto estremo compiuto da Aldo Armaroli, compagno di mille peripezie mai dimenticato, è di ieri la notizia della prematura scomparsa di Claudio Giombini, ispettore superiore del Corpo, fine giurista e presidente del Sindacato.
Ancora adesso abbiamo poche confuse notizie, la morte sarebbe sopraggiunta nel sonno per un arresto cardiaco.
Shakespeare scriveva: “Morire per dormire. Nient’altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest’è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare”.
Una vita spezzata a poco più di cinquant’anni nel sonno, quel sonno che per la nostra anima dovrebbe essere apportatore di sincerità e di libertà e che, invece, è stato per il nostro amato “avvocato” immagine della morte.
Un cultore del diritto, da profondo conoscitore del regolamento di disciplina del Corpo con lui abbiamo provato, invano, attraverso mille interlocuzioni a cambiare in ottica più garantista, equanime e giusta, il “senso” della punizione affinché non sia solo uno strumento di barbara gestione del personale.
Ora siamo sopraffatti dal dolore, confusi ed increduli, con i pensieri che affollano la nostra mente senza capire in cerca di cosa.
Forse del ricordo, quello più emblematico o semplicemente quello più scanzonato in ufficio o a pranzo, in uno dei tanti momenti vissuti insieme.
Scoprire la goliardia di Claudio, l’intellettualità semiseria su temi fantasy cruciali (Star Trek o Star Wars, con lui devotamente Spock e l’alternativamente Kirk), la narrazione romanizzata di un determinato argomento era poesia pura, oltre il clamore dell’accento, una “pasquinata” senza tema di smentita, capace di raccontare con una mimica facciale sorprendente.
Giornate di intenso lavoro arricchite da pause di spontanea convivialità, per ricaricare le pile, per distrarsi giusto il tempo di un caffè.
I ricordi, ora, sono un terreno minato perché non arginano le lacrime seppure, consapevolmente, custodiscono un tesoro.
La nostra anima non ci porta un ricordo per farci stare male o farci precipitare nella nostalgia.
La testolina ci porta i ricordi non per intrappolarci ma perché ha bisogno di quell’energia, di quella emozione per preparare qualcosa nel futuro: i ricordi servono al futuro, non al passato.
E noi ricorderemo Claudio come Aldo, porteremo con noi i sorrisi, i momenti lieti non dimenticando le difficoltà, qualche incomprensione, per la profonda lealtà del rapporto umano che ha animato il comune agire.
Claudio, resterai per sempre nei nostri cuori, con profonda gratitudine perché hai contribuito a scrivere un pezzo della nostra Storia, della nostra vita in comune.
Buon viaggio Capitano Kirk!