circolare del Ministero dell’Interno su procedure operative in caso di eventi critici all’interno degli istituti penitenziari – Richiesta incontro

Ill.mi in indirizzo,
La questione che questa Segreteria Generale vuole portare alla Vostra cortese attenzione riguarda la recente Circolare emanata dal Ministero dell’Interno a firma del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Franco Gabrielli.

Sicuramente ne avrete appreso i contenuti, sotto gli aspetti di pianificazione ed intervento ai vari livelli in caso di manifestazioni di protesta, rivolte ed eventi che possano mettere a rischio la sicurezza pubblica. Non sarà certamente sfuggito che, oltre a parlare di materia di competenza del comparto sicurezza pubblica, la circolare in esame abbia fatto di più; sia andata a regolamentare anche l’intervento, con relativo interessamento delle figure istituzionali del carcere – si parla di Direttori e Comandanti di Reparto – nei casi in cui dovessero scoppiare disordini all’interno degli istituti penitenziari.

Ad un anno circa dalle violente manifestazioni di protesta che hanno interessato alcuni istituti penitenziari riempiendo pagine di cronaca delle maggiori testate giornalistiche, oggi qualcuno ha preso a cuore quell’emergenza e ne ha declinato le linee operative in caso di reiterazione di disordini, ma quel qualcuno non è stata la “Nostra Amministrazione”, bensì il Capo della Polizia di Stato attraverso l’emanazione di una semplice circolare.

Intanto ci chiediamo se basti un semplice atto amministrativo per disciplinare competenze cosi vaste e pregnanti che coinvolgono soggetti istituzionali a più livelli, in tema di ordine pubblico.

A nostro sommesso avviso non si era mai vista un’ingerenza tra Ministeri: sicuramente abbiamo apprezzato lo sforzo di voler approntare linee operative che mai erano state delineate fino ad ora riguardo la criticità affrontata in quest’ultimo anno e che forse ha trovato dei precedenti solo negli anni delle stragi di mafia e delle Brigate Rosse, ma rimane il fatto ineludibile che tutti gli operatori penitenziari avrebbero apprezzato un impegno maggiore da parte di questa Amministrazione.

Ad ogni modo, partendo dall’assunto che le linee d’intervento, cosi come delineate, potrebbero trovare riscontro nella concreta operatività in caso di disordini interni, si chiede alle SS.LL. eventualmente se verranno recepite e sotto quale forma, oppure se l’Amministrazione sta studiando qualcosa di alternativo rispetto al piano di intervento elaborato.

Ispezionando il panorama delineato dalla circolare in questione, la nostra attenzione è ricaduta anche su un altro punto; quando si stabiliscono quelli che sono i soggetti istituzionali deputati a dialogare e gestire gli interventi all’interno delle strutture penitenziarie: Direttori e Comandanti di Reparto.

Dal canto loro i Direttori si sono già espressi con forti critiche e preoccupazione su alcuni punti del piano d’intervento, ribadendo, nel contempo, il loro ruolo di supremazia e responsabilità ultima in tema di decisioni ed interventi all’interno degli istituti; richiamando l‘Ordinamento vigente ribadiscono la loro funzione di salvaguardia costante delle condizioni di ordine e disciplina negli istituti penitenziari… questo “avvalendosi” del personale penitenziario.

Quest’ultima precisazione ci è sembrata a discapito dei Comandanti di Reparto, che invece sono chiamati attivamente dalla circolare in questione ad un’interlocuzione diretta con le maggiori autorità di pubblica sicurezza. Noi riteniamo, senza voler nulla togliere al ruolo preminente dei Direttori, che per la prima volta sia stato riconosciuto da un’altra forza di polizia il ruolo preminente della Polizia Penitenziaria nel sistema integrante della pubblica sicurezza.

Sono stati fatti passi importanti, dall’istituzione del ruolo dei Commissari passando per le recenti riforme riguardanti il Riordino delle carriere, ma ci chiediamo che senso ha l’istituzione di una carriera Dirigenziale del Corpo quando ci troviamo ad assistere ancora a sterili polemiche basate su presunti conflitti di potere all’interno degli istituti: o si riconosce una volta per tutte che l’area sicurezza non è semplicemente una delle cinque aree che il Direttore di istituto gestisce secondo lo schema della Circolare Amato sulle aree ma in qualche modo ha una sua pregnanza tale da far assumere in capo al Comandante poteri ed autonomia gestionale, anche nei confronti dell’esterno come nel caso previsto dalla circolare in oggetto, oppure ci troveremo, presto o tardi, ad assistere di nuovo allo stillicidio tra le due categorie.

Con questo vogliamo solo dire che se si potesse raggiungere una dualità di comando – Direttore/Comandante – convergente su alcuni punti come la gestione della sicurezza, immancabilmente questo andrebbe a beneficio del buon andamento dell’Amministrazione periferica.

Per quanto sopra espresso, per le recenti rivolte ed agitazioni che hanno sicuramente fatto avvertire l’esigenza di intervenire non lasciando più all’iniziativa dei singoli azioni improvvisate ed estemporanee; proprio in virtù di questo si vorrebbe chiedere un tavolo di confronto per dare concreto supporto per la definizione di linee di recepimento o altro che l’Amministrazione vorrà mettere in campo.

Fiduciosi nell’attenzione che le SS.LL. vorranno riservare alla presente, si resta in attesa di riscontro e si porgono distinti saluti.