COMITATO PARI OPPORTUNITA – Esito incontro Commissione

Nelle giornate del 3 e 4 novembre uu.ss., si sono tenute le sedute del CPO, alla presenza delle componenti di parte sindacale e parte pubblica.
Il tema principalmente trattato é stato quello relativo al “Codice di condotta sulle molestie sessuali”, inviato al Direttore Generale del Personale, dott. Masimo PARISI, per una valutazione, auspicando un riscontro entro il 25 novembre prossimo, data in cui verrà celebrata la Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne.
Con l’occasione gli é stato chiesto di diffondere alle periferie il Codice, in modo che le varie Direzioni possano applicarlo, con l’introduzione del Codice Rosso ART.13 Bis.
Si è quindi presa in esame proprio l’organizzazione del predetto evento, per il quale ci si attende la presenza tanto della Ministra della Giustizia che del Capo DAP, durante il quale si evidenzierà quanto sia ancora (purtroppo) importante effettuare un’azione di sensibilizzazione sull’argomento, considerato quanto quotidianamente accade contro le donne.
Al Direttore Generale é stata anche ufficialmente richiesta l’autorizzazione acché una delegazione del Comitato Pari Opportunità possa essere presente, nella settimana dal 22 al 26 novembre, presso le Scuole di Formazione che attualmente ospitano il 179° Corso Agenti, al fine di “educare” gli allievi sulla delicata tematica in argomento.
Durante i due giorni di convocazione sono stati valutati i numerosi quesiti giunti alla Segreteria del Comitato, cercando di trovare per ognuno di questi, soluzioni concrete mirate a garantire parità di genere tra tutti gli appartenenti.
Ultimo ma non ultimo, é stata trattata e tramutata in una richiesta, formalizzata al dott. Parisi, la spinosa questione relativa all’ampliamento della pianta organica femminile ed alla previsione di modifica del sistema per la progressione in carriera, concernendo una graduatoria unica nei concorsi per vice sovrintendente, vice ispettore e sostituto commissario (così come accade nelle altre Forze di Polizia); la modalità attualmente in uso infatti, penalizza fortemente il personale femminile, che spesso si vede inibito un avanzamento concesso a colleghi uomini con punteggi di gran lunga inferiori.
Il tutto per eliminare una palese discriminazione dei diritti di pari opportunità.