Nella magnificenza della cornice di Piazza Plebiscito a Napoli, si è svolta la celebrazione del 209° annuale del Corpo della Polizia Penitenziaria. Un momento di alta esposizione che ha tributato alle donne e agli uomini in uniforme il rispetto e la gratitudine istituzionale per una professione di indubbia complessità, nella propria declinazione umana prima ancora che operativa. Consapevole di tanto, si è dimostrato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in un messaggio inviato al Capo del DAP così ha aggettivato l’opera della Polizia Penitenziaria: “Senso del dovere, consapevolezza del delicato ruolo affidato, lealtà nei confronti delle istituzioni caratterizzano l’opera quotidianamente svolta nella gestione degli istituti penitenziari, tutelando i diritti e la dignità delle persone detenute, per corrispondere alla funzione rieducativa della pena. Un compito particolarmente complesso, reso ancora più gravoso dalle difficili condizioni in cui versano gli istituti carcerari e dalle tensioni che ne derivano”. Gli fanno eco le parole del Ministro Nordio che ha posto l’accento sull’importanza della risposta dello Stato rispetto all’azione delittuosa, la “spada della giustizia” rappresentata dalla Polizia Penitenziaria: “una giustizia senza una sanzione è una giustizia inutile e soprattutto un’ingiustizia che genera violenza”. Segue il monito “la spada della giustizia è una spada senza impugnatura che ferisce anche chi la impugna” e la chiosa “è l’umanità che deve temperare la forza, che talvolta voi dovete usare quando dovete controllare la vita di chi ha sbagliato e sta pagando il suo debito verso la giustizia”. Ma ogni celebrazione sarebbe vacuo palcoscenico se da essa non scaturissero profonde riflessioni e bilanci, prospettive e progettualità. Al 28 febbraio 2026 erano 63801 i detenuti presenti nelle 189 carceri italiane: la capienza regolamentare è fissata in 51368! 51323 i posti disponibili in pari data del 2025 e 62165 i detenuti presenti a quella data. 1636 detenuti in più a fronte di soli 33 posti in più! E se al centro del dibattito torna prepotente il tema del sovraffollamento, il dato statistico restituisce la conferma che l’emergenza continua ad essere tale. Un’emergenza che deve trovare approcci concreti, legislativi ed amministrativi, affinché quel equilibrio a cui hanno fatto riferimento le più Alte Cariche dello Stato non diventi “sacrificio e martirio”, vanificando quel richiamo alla funzione della pena, tetragono di civiltà. La celebrazione odierna costituisce per il Si.N.A.P.Pe l’occasione per rinnovare propri sentimenti di stima e ringraziamento a tutto il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Utilizziamo i cookie per assicurarti di offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.
COMUNICATO – 209° ANNUALE DEL COPRO DI POLIZIA PENITENZIARIA
Nella magnificenza della cornice di Piazza Plebiscito a Napoli, si è svolta la celebrazione del 209° annuale del Corpo della Polizia Penitenziaria. Un momento di alta esposizione che ha tributato alle donne e agli uomini in uniforme il rispetto e la gratitudine istituzionale per una professione di indubbia complessità, nella propria declinazione umana prima ancora che operativa.
Consapevole di tanto, si è dimostrato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in un messaggio inviato al Capo del DAP così ha aggettivato l’opera della Polizia Penitenziaria: “Senso del dovere, consapevolezza del delicato ruolo affidato, lealtà nei confronti delle istituzioni caratterizzano l’opera quotidianamente svolta nella gestione degli istituti penitenziari, tutelando i diritti e la dignità delle persone detenute, per corrispondere alla funzione rieducativa della pena. Un compito particolarmente complesso, reso ancora più gravoso dalle difficili condizioni in cui versano gli istituti carcerari e dalle tensioni che ne derivano”.
Gli fanno eco le parole del Ministro Nordio che ha posto l’accento sull’importanza della risposta dello Stato rispetto all’azione delittuosa, la “spada della giustizia” rappresentata dalla Polizia Penitenziaria: “una giustizia senza una sanzione è una giustizia inutile e soprattutto un’ingiustizia che genera violenza”. Segue il monito “la spada della giustizia è una spada senza impugnatura che ferisce anche chi la impugna” e la chiosa “è l’umanità che deve temperare la forza, che talvolta voi dovete usare quando dovete controllare la vita di chi ha sbagliato e sta pagando il suo debito verso la giustizia”.
Ma ogni celebrazione sarebbe vacuo palcoscenico se da essa non scaturissero profonde riflessioni e bilanci, prospettive e progettualità. Al 28 febbraio 2026 erano 63801 i detenuti presenti nelle 189 carceri italiane: la capienza regolamentare è fissata in 51368! 51323 i posti disponibili in pari data del 2025 e 62165 i detenuti presenti a quella data.
1636 detenuti in più a fronte di soli 33 posti in più! E se al centro del dibattito torna prepotente il tema del sovraffollamento, il dato statistico restituisce la conferma che l’emergenza continua ad essere tale. Un’emergenza che deve trovare approcci concreti, legislativi ed amministrativi, affinché quel equilibrio a cui hanno fatto riferimento le più Alte Cariche dello Stato non diventi “sacrificio e martirio”, vanificando quel richiamo alla funzione della pena, tetragono di civiltà. La celebrazione odierna costituisce per il Si.N.A.P.Pe l’occasione per rinnovare propri sentimenti di stima e ringraziamento a tutto il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Cerca
Categorie
Ultimi articoli inseriti
Calendario