COMUNICATO – BASTANO LE DIMISSIONI DI BASENTINI PER VOLTARE PAGINA?

Ieri sera il dott. Francesco Basentini ha rassegnato le dimissioni da Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Moto d’orgoglio? Ammissione di colpevolezza? Mani imbrigliate? O semplicemente la vittima sacrificale? Un gesto per niente scontato sebbene auspicato da una certa parte della magistratura, da buona parte del panorama politico, in primis da Italia Viva e, non ultimo, dal Partito Democratico che per primo aveva chiesto la nomina di un Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria subito dopo le rivolte di inizio marzo quasi a voler “commissariare” la gestione delle carceri. Ed ora? In pole per la nomina il pm antimafia di Napoli Catello Maresca (quello dello screzio con Basentini durante la trasmissione di Giletti) ma anche l’immancabile Nicola Gratteri, oggi Procuratore Capo a Catanzaro (che Matteo Renzi avrebbe voluto ministro della Giustizia durante il suo premierato ma che il Quirinale non volle ripiegando su Andrea Orlando dell’ala minoritaria del PD). Ma al DAP è già arrivato il nuovo Vice Capo Roberto Tartaglia che ha lavorato per diversi anni alla Procura di Palermo con Nino Di Matteo, oggi al CSM da indipendente con il gruppo di Pier Camillo Davigo, nell’affaire della trattativa “Stato-mafia”. Tutti papabili ma il pubblico ministero palermitano pare avere qualche chance in più, tuttavia da Via Arenula le sorprese non mancano mai. E poi? Dopo il recente question time alla Camera dei Deputati, per porre un limite alla possibile ed ulteriore scarcerazione dei detenuti sottoposti al regime del 41-bis, il guardasigilli ha pensato bene di sottoporre al Consiglio dei Ministri un decreto legge che, di fatto, ha determinato il commissariamento della Magistratura di sorveglianza che dovrà interfacciarsi necessariamente con la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo oltre che con altri magistrati inquirenti per l’assunzione di atti del proprio Ufficio. Dopo due nomine ed un decreto legge il ministro Bonafede crede di aver risolto il problema delle carceri? Dopo un video di quattro minuti postato su un social network, subito dopo le rivolte di marzo, l’inquilino di Via Arenula si è chiuso in un silenzio claustrale dimenticando di essere il Capo politico del Corpo di Polizia penitenziaria! Quanto ha a cuore la salute e la dignità lavorativa delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria in tempi di coronavirus? Quando inizia la “FASE 2” per chi lavora in carcere? Ha senso parlare di distanziamento sociale e di evitare gli assembramenti in carcere? Domande vacue, cadute nell’assordante silenzio di un politico che patisce il vento di bolina temendo di scuffiare! Ma qualcuno crede veramente che il disastro delle carceri sia solo colpa di Basentini?