COMUNICATO – Il “primo tavolo” del presidente Renoldi! – Si.N.A.P.Pe : si inauguri l’epoca del fare!

Non si può non riconosce al nuovo capo del Dipartimento una grande capacità d’ascolto se si considera l’ampiezza dell’incontro fiume che si è tenuto nel pomeriggio di ieri: a partire dalle ore 15.00 e sino al tardo pomeriggio, le compagini sindacali tutte hanno presentato al neo insediato Presidente Renoldi lo scenario delle disfunzioni di una Amministrazione che si avviluppa su sé stessa e che fatica a restituire risultati tangibili della propria azione. Al di là dell’autoreferenzialità, soprattutto in relazione al decollo di un consistente piano assunzionale (che a malapena copre il turnover e non risolve le annose carenze organiche del Corpo), sono molti i capitoli aperti, sui quali si è avviato il ragionamento e che, per inciampi o dimenticanze, giacciono impolverati. Seppur auspichiamo una globale riforma più che del sistema penitenziario, della sua filosofia di gestione, siamo perfettamente consapevoli della marginalità dell’impatto che si registrerà, ma già portare a casa pochi ma tangibili risultati potrà ascriversi come un successo. Un approccio certamente critico, a tratti anche intransigente, ma certamente collaborativo e programmatico dell’azione del Si.N.A.P.Pe ci ha portato, come sempre, a focalizzare il nostro concetto di “priorità” assumendo dal Capo del Dipartimento l’impegno ad un prossimo incontro tematico sulle modalità di gestione della vita penitenziaria (cd. Modalità custodiali) avendo bene a mente come sia necessario sgombrare il campo da ogni possibile equivoco in merito a quello che lo Stato si aspetta dalla Polizia Penitenziaria. Siamo perfettamente consapevoli che esiste “un prima” ed esiste “un dopo”, che questi steccati non sono dati dalle persone ma dagli avvenimenti e nella storia recente dell’Amministrazione Penitenziaria ve ne sono di terribili e dolorosi. E allora bisogna ripartire, senza sé e senza ma, con fiducia reciproca e senza contrapposizioni. Partendo da ciò, possiamo poi ragionare di tutto, dalla revisione delle dotazioni organiche ad un non più rinviabile processo di ridefinizione degli organici di sede; dalla gestione dei detenuti psichiatrici al problema mai superato delle aggressioni. Possiamo scrivere pagine spiccatamente trattamentali o fortemente securitarie di un nuovo scorcio di Amministrazione senza perdere di vista l’identità e la storia del Corpo di Polizia Penitenziaria, vera ed unica costante del pianeta carcere.