COMUNICATO – “NELL’EMERGENZA SERVE BUON SENSO”! Il Si.N.A.P.PE replica al garante comunale dei detenuti di Milano

Resteranno negli annali della Polizia Penitenziaria le tragiche giornate di un marzo senza controllo.
Domani penseremo ad oggi con il cuore provato ma con la forza che caratterizza coloro che ce l’hanno fatta!
Ma nel frattempo, mentre tutti ci stringiamo intorno all’emergenza, indossando quell’unica divisa che abbiamo a disposizione, sanificandola alla “bene e meglio”, con mascherine di fortuna a coprirci il viso, è davvero ingrato se non addirittura ingiusto continuare ad essere additati come “i cattivi” di una storia che è sempre la stessa.
Ancora una volta, mentre gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria cercavano di contenere la devastazione delle carceri, compiute da orde barbariche di detenuti allo sbando, mentre le sezioni si riempivano di fumo, i cancelli cadevano sotto le spinte della massa, c’è ancora chi ipotizza che in quel frangente si siano consumati “MALTRATTAMENTI” ai danni di alcuni reclusi.
Questo è quanto afferma il garante dei detenuti competente per la città di Milano!
Teatro dei maltrattamenti sarebbe, a suo dire, il penitenziario di OPERA.
Non vogliamo alimentare polemiche e nemmeno vogliamo porci in maniera inconsapevole rispetto al “gioco delle parti”, ma queste ILLAZIONI risuonano come INGRATE e INGENEROSE rispetto al lavoro di chi sta mettendo a rischio la propria incolumità e che è chiamato a mantenere o a ristabilire l’ordine e la sicurezza all’intero dei penitenziari.
Una sola domanda vorremmo porre al garante Maisto: dov’era lui e quale è stata la sua parte nella gestione di quella emergenza? Dov’era lui e quale è stato il suo contributo quando si è trattato di far scendere i detenuti dal tetto di San Vittore?
Qui i veri maltrattati continuiamo ad essere noi! Maltrattati da un’opinione pubblica troppo spesso istigata a pensar male!
Si usi cautela, buon senso, prima di mettere su carta anche solo il germe di pensieri dissacranti rispetto al terribile momento che sta vivendo il Paese, e con esso il “sistema carcere”!