COMUNICATO – Nuovo modello custodiale: “Bene l’iniziativa di Petralia”

E’ previsto per il prossimo 10 luglio, il tavolo di confronto voluto dal Capo del DAP, relativo alla revisione del modello custodiale attualmente adottato nelle carceri italiane, a conclusione dei lavori sul nuovo modello di custodia che dovrebbero essere ultimati entro fine mese. “Un progetto sicuramente allettante” dichiara Roberto SANTINI, Segretario Generale del SiNAPPe “che potrebbe permettere di affrontare in maniera più idonea la grave problematica delle aggressioni (intensificatesi negli ultimi tempi), dei traffici interni e libero uso di oggetti non consentititi (droghe, telefonini) e riportare il compito istituzionale nell’alveo delle proprie prerogative” “Visti i risultati della vigilanza dinamica” continua Santini “che hanno portato praticamente ad una sorveglianza quasi assente, in Istituti dove vige il regime aperto, quasi senza criterio e che ha portato, come abbiamo ben visto, ad ingestibili rivolte di massa, ci predisponiamo positivi all’incontro”. “Manca l’attività trattamentale” incalza il leader del SiNAPPe “che possa essere di stimolo ai detenuti per quella rieducazione anelata dalla Carta Costituzionale”. “Siamo pertanto ben lieti di accogliere tale nuova proposta” chiosa Santini “che va trattata però con tutte le cautele del caso in quanto sappiamo, ahinoi, presentare una grande insidia: la forza lavoro. La nostra disponibilità quindi deve viaggiare parallela ad un’attenta riflessione su quelli che sono i problemi dell’organico”. Non è infatti un segreto che il Corpo di Polizia Penitenziaria soffra di una grave carenza organica; causa principe della scelta di attivazione della vigilanza dinamica che, a fronte di un ridotto numero di personale, avrebbe dovuto garantire lo stesso la sorveglianza di una popolazione detenuta in cospicuo aumento. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti! Ben venga quindi il nuovo che avanza che, ne siamo consapevoli, per ottenere i risultati sperati, dovrà trovare il riscontro ed il supporto del Ministro della Giustizia, nell’ottica imprescindibile dell’implementazione del Corpo.