COMUNICATO – Piano mobilità nazionale collegato all’assegnazione del 175° corso presentato dal DAP – Il Si.N.A.P.Pe dice NO!

Si è da pochissimo concluso l’incontro tra le OO.SS. e la Parte Pubblica, tenutosi presso il DAP, relativo a quanto in oggetto.
Al SiNAPPe il piano presentato dall’Amministrazione NON è piaciuto fin da subito, perché non ha tenuto conto delle vere necessità degli Istituti: appare parziale e lacunoso e non rispecchia la lettura dei dati forniti, che rivelano le esigenze territoriali. La quota di ripartizione proposta dai Prap è sbagliata, viziata da una errata interpretazione di fondo.
Partendo dalle carenze nei ruoli Sovr./Ag.– a dispetto dell’incremento netto previsto dal DAP, come da informazione preventiva, alcuni Provveditorati sarebbero fortemente penalizzati.
Basti pensare ai Prap di Roma e Palermo, dove l’incremento previsto coprirebbe rispettivamente solo il 24 ed il 21% dell’effettiva esigenza, (esigenza che si evince anche dallo studio dell’ultimo esercizio finanziario).
I suddetti PRAP infatti, hanno visto crescere sia il consumo di lavoro straordinario, che il residuo delle ferie da fruire, sintomo di compromesse organizzazioni del lavoro, dovute ad una grave carenza dell’organico.
Alla luce di quanto esplicato dal SiNAPPe, l’Amministrazione ha quindi ampliato l’incremento previsto, nella misura di 7 unità per il Lazio e 12 per la Sicilia, da reperire attraverso ulteriore scorrimento della graduatoria nazionale.
Caso criptico anche per il Triveneto dove, ha fatto notare il SiNAPPe, pur essendoci nell’Istituto di Trento, una gravissima carenza di personale (la seconda della regione), l’incremento previsto dal piano dell’Amministrazione è pari a 0 uomini e 2 donne!
Discorso analogo per la Sardegna.
Anche per questi casi quindi, pur mantenendo il numero di incremento previsto, si è riusciti ad ottenere una diversa ripartizione delle unità, tali da soddisfare maggiormente le esigenze individuali.
Secondo il SiNAPPe inoltre l’Amministrazione Penitenziaria avrebbe dovuto, in primis, indicare in quali Istituti apriranno nuovi padiglioni, definire l’arco temporale necessario all’avvio a regime e poi procedere alla mobilità del personale, determinando un netto incremento. Questo è un dato incontrovertibile: se si apre una sezione o un padiglione, deve essere assegnato del personale effettivo, rifuggendo da ipotesi di assegnazione provvisoria. Solo in tal modo si potrà invertire il trend!           Sul punto, il Direttore Generale dott. Parisi, si è riservato di indicare quali saranno i penitenziari interessati dal piano edilizio (oltre Rovigo e Vicenza, dove è certa l’apertura di sezioni AS), affinché si possa valutare in tempo la mobilità.
Serve conoscere poi il “piano Legge 104”; basti pensare infatti che dal 173°
Corso in poi, sono state effettuate circa 500 movimentazioni provvisorie in regime di Legge 104/92. Proprio per questo, visti gli ulteriori provvedimenti con decorrenza sett./ott. 2019, è stato chiesto di conoscere quante sono le istanze in attesa di definizione.
Per ciò che attiene la Giustizia Minorile, pare che le 45 unità dei neo agenti individuate, non siano pienamente sufficienti per il fabbisogno operativo, motivo per cui c’è in previsione un interpello straordinario, atto ad incrementare l’organico degli IPM, oltre quello previsto per reperire circa 50 unità per la costituzione dei Nuclei E.P.E.
Infine è stato evidenziato come, nonostante sia stato firmato il decreto di
dimissione di alcune basi navali (Favignana e Nisida), il personale assegnato non può ancora essere “sbarcato”; ciò significa che il predetto non può essere impiegato fattivamente nella sede effettiva.
Come sempre, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.