Concorso interno per titoli per l’accesso al ruolo Ispettori – Esiti incontri al DAP

Si è da poco concluso il secondo incontro teso alla stesura del PCD che regolamenti il prossimo concorso interno, previsto dal riordino delle carriere, per l’accesso al ruolo ispettori. Concorso che, ricordiamo, sarà rivolto per il 70% dei posti disponibili agli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti (e di questi per il 50% riservato ai sovrintendenti capo) e per il restante 30% al ruolo agenti/assistenti, ferma la presenza dei requisiti chiesti dalle norme. Proprio in relazione ai requisiti normativi, sulle orme di quanto già fatto dalla polizia di stato, il Si.N.A.P.Pe ha chiesto di consentire l’accesso al predetto concorso anche al personale che non sia in possesso del prescritto titolo di studio, puntando a valorizzare l’esperienza professionale acquisita nel ruolo dei sovrintendenti. A ciò dovrebbe comunque fare da contraltare l’attribuzione di un consistente punteggio per i titoli di studio a partire dal diploma (e non dalla laurea triennale come si legge nell’attuale impianto) al fine di tutelare anche le legittime posizioni di coloro che ad oggi sono in possesso del titolo di studio richiesto. Si compirebbe in tal modo un equo e doveroso bilanciamento degli interessi contrapposti, con l’obbiettivo del più ampio coinvolgimento; una politica inclusiva che volga lo sguardo rivolto all’intero percorso, di carriera e scolastico, degli aspiranti vice ispettori. Fra le richieste del Si.N.A.P.Pe si annoverano:

 specificare meglio (magari attraverso una scala di preminenze) la questione della devoluzione fra aliquote dei posti non coperti in ogni categoria; Con riferimento ai sovrintendenti, non solo la valutazione dell’anzianità nel ruolo ma anche la valutazione dell’anzianità complessiva nel Corpo, a partire dalla data di arruolamento;

 Specificare espressamente l’inclusione dei responsabili di Caserme e Magazzini vestiari nel novero dei responsabili dei vari settori, al fine dell’attribuzione del previsto punteggio aggiuntivo;

 Previsione del punteggio aggiuntivo per i matricolisti alla stregua delle valutazioni fatte per le altre specializzazioni

 L’Amministrazione chiarisca lo stato dei lavori della commissione ricompense al fine di comprendere quali eventi verranno presi in considerazione in relazione alla loro collocazione temporale. Sul punto, assolutamente discriminante appare la circostanza che vi sia l’annotazione al foglio matricolare in ragione dei ritardi della macchina amministrativa.

 Meglio specificare i punteggi connessi al titolo di studio, con particolare riferimento ai casi che danno diritto o meno al punteggio aggiuntivo (doppio titolo di studio che dovrà essere di pari livello). Anche in relazione a tale previsione si è chiesta la valutazione non solo in caso di annotazione su foglio matricolare ma anche previa esibizione del titolo da parte dell’interessato.

 Superamento della disparità di genere in relazione all’irrisoria quota prevista per il personale femminile di entrambe le aliquote!

 Con riferimento alla riserva di “sede” per il personale proveniente dal Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, il Si.N.A.P.Pe, eccependo l’illogicità della odierna formulazione, ha chiesto che venga espressamente specificata la possibilità di rientro nei limiti della dotazione organica di ruolo e non nei limiti della dotazione organica complessiva.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.