CONCORSO INTERNO PER TITOLI PER L’ACCESSO ALLA QUALIFICA INIZIALE DEL RUOLO DEGLI ISPETTORI – ESITI INCONTRO DEL 10 DICEMBRE

Si è concluso nella tarda serata di ieri il primo incontro volto a disciplinare i criteri di accesso al Ruolo degli ispettori ai sensi dell’art. 44, comma 10, del decreto legislativo n.95/2017.
Preliminarmente si è fatta chiarezza sulla attuale carenza organica del predetto Ruolo che, allo stato, è pari a circa 1000 unità: pertanto, atteso che per previsione riordinamentale per il 70% dei posti disponibili si provvede mediante “concorso interno per titoli riservato al personale che alla data di scadenza del bando possiede una anzianità di servizio non inferiore a 5 anni ed è in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore”, le aliquote saranno così alimentate (indicazione per difetto):
 Per il personale che appartiene al Ruolo dei sovrintendenti i posti a disposizione dovrebbero essere n.490 con la specifica previsione di riserva per il personale che riveste la qualifica di Sovrintendente Capo (oltre al mantenimento della sede di servizio);
 Per il personale appartenente al Ruolo degli agenti e assistenti i posti a disposizione dovrebbero essere n. 210.
Per quanto concerne il personale appartenente al Ruolo dei sovrintendenti il Si.N.A.P.Pe, nel proprio intervento, ha chiesto l’ammissione al concorso anche per quel personale privo del diploma di istruzione secondaria superiore, in analogia con quanto disposto dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza per l’identica procedura concorsuale per la copertura di n. 2842 posti del Ruolo degli ispettori.
Ciò, a nostro avviso, dovrebbe condurre alla rideterminazione dei titoli di studio con la modulazione del punteggio prevedendo, però, la partecipazione del personale de quo (sul punto abbiamo suggerito di mutuare a mero titolo di esempio il criterio – varato dalla precedente Direzione Generale del Personale – adottato per l’aliquota 60% del recente concorso per il Ruolo dei Sovrintendenti, riconoscendo altresì un punteggio per ogni titolo di studio certificato).
Allo stato i Sovrintendenti Capo in servizio sono n. 452 (di cui n. 82 donne) ed i Sovrintendenti Capo Coordinatori in servizio sono n. 341 (di cui n. 14).
In ragione di ciò abbiamo chiesto l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo al personale con la denominazione di “Coordinatore”.
Per quanto concerne la categoria degli “incarichi formali” abbiamo espresso le nostre perplessità per l’eccessiva parcellazione, la pretesa “copia del provvedimento di conferimento dell’incarico”, l’evidente esclusione di alcuni servizi quali, a mero titolo di esempio, l’impiego da preposto in sezioni con detenuti affetti da disagio psichico o tossicodipendenti oppure presso i nuclei traduzioni e piantonamenti.
Sarebbe auspicabile una procedura più snella!
Per quanto concerne la categoria degli “speciali riconoscimenti e ricompense” abbiamo chiesto lo stato dei lavori della Commissione ex art.82 perché, a nostro avviso, debbono essere valutati gli eventi  occorsi fino alla data di scadenza del bando.
Per la categoria relativa al “perfezionamento competenze relative agli studi” abbiamo chiesto di valutare ogni titolo posseduto riconoscendo un punteggio anche oltre i due master debitamente certificati.
Per quanto concerne il personale appartenente al Ruolo degli agenti ed assistenti, ferme restando le previsioni per i rapporti complessivi e le anzianità di servizio abbiamo suggerito di ridurre da due a uno i punti per gli “incarichi conferiti con formale provvedimento dell’Amministrazione” sollevando le medesime obiezioni riservate per la partecipazione del personale del Ruolo dei sovrintendenti.
Per quanto concerne gli “incarichi e servizi speciali” abbiamo chiesto di conformare il punteggio analogamente con la previsione riservata ai sovrintendenti.
Per la categoria “titoli di studio”, ferma restando l’anzianità minima di servizio per la partecipazione al concorso, per favorire la più ampia selezione – nel solco della vocazione direttiva del Ruolo abbiamo suggerito una diversa modulazione dei punteggi della laurea con il riconoscimento di un quid anche oltre i due master certificati.
A margine, obtorto collo, abbiamo dovuto esprimere la nostra contrarietà per uno specifico comma che il Dipartimento della Giustizia Minorile vorrebbe inserire nel bando volto a salvaguardare la specializzazione di “addetto al trattamento dei detenuti minorenni”.
In buona sostanza, con un comma ad hoc in fase di composizione della graduatoria per il personale proveniente dalla Giustizia Minorile esisterebbe una prelazione con conseguente restituzione al medesimo Dipartimento.
Un “diritto di preferenza” che, anche solo per una questione di opportunità, abbiamo contestato perché neanche 6 mesi fa lo stesso Dipartimento non ha potuto stabilizzare, per un evidente surplus di organico nel Ruolo, le unità 47 del contingente minorile che hanno partecipato al Corso 972 Vice Ispettori del Corpo di Polizia penitenziaria dirottati poi verso il DAP.
Una questione, la nostra, di semplice coerenza e di giustizia sostanziale.
Attendiamo un documento riassuntivo da parte dell’ in vista di un prossimo incontro che, presumibilmente, sarà calendarizzato per l’inizio della prossima settimana.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi