Congedo parentale

Oggetto: Congedo Parentale – riposi giornalieri ex art. 40 lettera C decreto legislativo 151/2001 – circolare G-DAP 0066854 del 15.02.2010 – inapplicabilità – conflitti normativi – RISARCIMENTO DEL DANNO PATRIMONIALE

RICHIESTA INTERVENTO URGENTE

SOLLECITO RISCONTRO

Egr. Presidente,

con corrispondenza dello scorso ottobre, questa Organizzazione Sindacale (con nota che si allega in copia) segnalava l’ennesima compressione dei diritti del personale, attuata a causa del mancato recepimento di indirizzi di consolidata giurisprudenza in merito al mancato riconoscimento al padre lavoratore della possibilità di avvalersi dei permessi ex art 40 lettera C del decreto legislativo 151/2001 qualora la madre del bambino non ne fruisca in quanto non impiegata in attività lavorativa ulteriore rispetto a quella di casalinga. Dinieghi tutti che originano dalla circolare G-DAP 0066854 del 15.02.2010 con la quale codesto Ufficio recepisce la sentenza del Consiglio di Stato n. 02732/2009 del 23.09.2009 che ritiene d

Come si era già avuto modo di argomentare, alla luce della sentenza sopra citata era poi intervenuta la circolare dell’INPS n. 112/2009 del 15 ottobre che condizionava la fruizione dei riposi ad una serie di limiti oggettivi ed oneri.

Questo l’orientamento accolto dall’amministrazione penitenziaria.

Tuttavia codesta Amministrazione non tiene conto della successiva interpretazioni del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali del 16/11/2009, che detta un orientamento confermato da ultimo nel recente pronunciamento del giudice del lavoro del Tribunale di Venezia del 09.02.2012 n. 192 che ha chiarito come sia ” discriminatoria a condotta della pubblica amministrazione che neghi i congedi di paternità sul rilievo che la moglie dell’impiegato sia una casalinga”.

Ferma la certezza che il mancato recepimento da parte dell’Amministrazione Penitenziaria del principio sancito da giurisprudenza maggioritaria crea una compressione dei diritti del personale e ferma l’alta probabilità di una soccombenza dell’Amministrazione stessa in eventuali giudizi promossi dai poliziotti interessati, si sollecitava codesto Presidente ad impartire con urgenza nuove disposizioni che conducano al riconoscimento del diritto collegato al godimento del beneficio previsto dall’articolo 40 del decreto legislativo 251/20001.

Ciò anche in ragione della sentenza del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale n. 02732/2011 Reg. prov. coll del 09.05.2011 con la quale il supremo organo di giustizia amministrativa riconosce il risarcimento del danno patrimoniale scaturente dalla mancata o tardiva concessione del diritto “la mancata concessione (per un periodo più o meno lungo) del beneficio in questione, accordato a tutela della genitorialità, ha comportato “in re ipsa” un danno, corrispondente all’omesso soddisfacimento delle esigenze che la legge intendeva soddisfare … [omissis] … tenuto conto, pertanto, della natura di diritto soggettivo della situazione soggettiva risultata lese e del carattere immateriale del beneficio che a suo tempo non è stato esercitati, deve ritenersi che l’appellante – anche in assenza di specifiche allegazioni su un possibile danno materiale (come la necessità di ricorrere a personale a pagamento per l’assistenza dei bambini, in corrispondenza delle ore di permesso negate) – possa comunque richiedere la valutazione equitativa, di cui al’articolo 1226 cod. civ., per la mancata corrispondenza ai bisogni relazionali sopra specificati, quale danno certamente non suscettibile di prova nello specifico ammontare, ma sussistente per le stessa ragioni giustificatrici delle norme a tutela della genitorialità“.

Per quanto sopra, stante l’assenza di riscontro alcuno, si chiede ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2 della lettera circolare GDAP 0172101 del 19.05.2004 di provvedere al riscontro della nota epigrafata, in ragione del notevole lasso di tempo trascorso e della delicatezza dell’argomento trattato.

Distinti saluti

Tamburino_sollecito su mancata concessione congedo parentale