CONTRATTO SICUREZZA/DIFESA: PIÙ RISORSE SU STIPENDIO E SU STRAORDINARI. RIPARTIRE RISORSE EQUAMENTE SU INDENNITÀ ACCESSORIE

Nel pomeriggio di mercoledì u.s. a Palazzo Vidoni sono proseguiti i lavori del tavolo tecnico per la definizione del contratto del comparto sicurezza e difesa relativo al triennio 2019/2021, che hanno
riguardato prevalentemente la parte normativa.
Mentre una preliminare visione prospettica afferente alla parte economica inizia a prendere corpo e
prevede, al momento, un aumento medio lordo dipendente di circa 134 euro per tredici mensilità a decorrere dal 1° gennaio 2021 per il personale di Polizia Penitenziaria,  le organizzazioni sindacali del Corpo di polizia penitenziaria SAPPE, OSAPP, SINAPPE e USPP rappresentative della quasi totalità del personale iscritto, che hanno proclamato lo stato di agitazione del personale in ragione delle emergenti criticità che
affliggono la propria categoria interrompendo le relazioni sindacali ad ogni livello in attesa dell’incontro che
si terrà il prossimo 18 ottobre con la Ministra della Giustizia Marta Cartabia, pur apprezzando gli sforzi fin
qui compiuti dalla parte pubblica, convergono su una richiesta di aumentare l’appostamento di risorse da
destinare alla retribuzione fissa, in modo tale da riequilibrare gli stanziamenti previsti per le indennità accessorie che negli anni hanno sempre penalizzato il personale di Polizia Penitenziaria.

Allo stesso modo, per rilanciare la specificità del comparto, SAPPE, OSAPP, SINAPPE e USPP chiedono che i 50 milioni di euro stanziati all’uopo, siano distribuiti dividendoli pro-capite tra le varie forze dell’ordine in modo da superare almeno in parte la penalizzazione che da anni subisce la Polizia Penitenziaria in relazione alla alta incidenza delle qualifiche inferiori rispetto a quella di altri Corpi e compensare almeno in parte il disagio lavorativo del personale che lavora nei reparti detentivi.

Sempre sotto l’aspetto economico, occorre rivedere l’indennità oraria per il servizio straordinario prestato che, soprattutto a causa delle stratificate carenze di organico, ha una forte incidenza sul carico di lavoro che ricade sugli agenti in ogni turno di lavoro.
Siamo fiduciosi in una rapida conclusione dei lavori serrati che si stanno svolgendo e che termineranno con l’accordo che si formalizzerà con il successivo tavolo politico, ma auspichiamo che le richieste presentate trovino una soluzione in favore di tutti coloro che garantiscono sicurezza e legalità nelle carceri.