Criticità C.C. Ascoli Piceno – Aggiornamenti

Le scriventi OO.SS. sono ancora costrette, ma è dovere farlo, a rappresentare lo stato di malessere che permane nella Casa Circondariale di Ascoli Piceno.
Difatti si registrano, da tempo ormai in maniera cronica, accorpamenti di postazioni di servizio e personale trattenuto in servizio per turni di 12 ore!
L’insostenibilità e l’ insalubrità del clima lavorativo che si respira presso l’istituto Ascolano è stato, a più riprese, oggetto delle denuncie poste in essere dalle intestatarie OO. SS. ma, ad oggi, il risultato è stato l’impossibilità di avere il diritto sindacale nel fare le dovute rimostranze con le tante AGONIATE “PROVE” che gravemente tutt’oggi non vi sono state garantite (es. Copia mod. 14 /A con annesse variazioni, copia Provvedimenti di sostituzione temporanea, copia graduatorie interpelli ultimi, copia documento attestante I tempi di permanenza dei dipendenti nelle c.d. “cariche fisse”).
La disparità ed il malessere generale sta mettendo in ginocchio un istituto mettendo in fortissima discussione la sicurezza.
Ancora oggi restiamo increduli del fatto che nonostante le continue sollecitazioni sindacali non vi sia stato un solerte intervento da parte del superiore ufficio Prap per le Regioni Emilia Romagna e Marche e che la stessa S.V. non abbia percepito che nella nostra richiesta di rinvio della convocazione del giorno 09 Giugno 2021, il solo ed unico obiettivo non era quello di non sedersi ad un tavolo di confronto ma bensì avere prima tutta la documentazione completa per intraprendere una fattiva discussione.
È arduo e stupefacente evincere dal verbale di codesta convocazione che : “Ad Ascoli Piceno c’è un clima disteso e sereno ed a quanto pare le iniziative portate avanti da alcune OO.SS siano di carattere personale”.
Oltre a rammentare che la mission sindacale lecita è fatta per il personale e non per scopi personali cosa altrettanto importante è rappresentare che I fatti stanno dando fondatezza alle nostre datate denunce.
Ci duole indicare che a tale situazione, palesemente peggiorata, il Provveditorato non è riuscito a ripristinare le corrette relazioni sindacali.
In ottica di ciò è bene ricordare che da mesi sono state interrotte le relazioni sindacali con la Direzione della Casa Circondariale di Ascoli Piceno e che in assenza di concreti provvedimenti, non solo ribadiamo la nostra posizione, siamo costretti a valutare con le nostre rispettive Segreterie Regionali la possibilità di interruzione delle trattative sindacali ad oltranza con i Superiori Uffici.
Non possiamo essere omissivi dinanzi a tale demotivazione professionale prima come tutori della legge e poi come rappresentanti sindacali, la grave disparità nell’elargizione dei servizi, lo scorretto impiego del personale stanno mettendo a dura prova lo status psicofisico del personale di Polizia Penitenziaria.
La “situazione Ascoli Piceno” è da tempo risonante sui quotidiani locali e nazionali nonché attraverso solidali iniziative di Autorità Politiche.
Urgono reali e celeri provvedimenti.