DAP – Manifestazione No Green Pass del 9 Ottobre u.s. – considerazioni

Esimi in indirizzo,
Questa Sigla ha l’obbligo di evidenziare alle SS.LL. una situazione relativa ai fatti accaduti durante la manifestazione in oggetto.
Tutti abbiamo appreso dagli organi di stampa delle indegne azioni commesse da un nutrito gruppo di facinorosi – manifestanti insinuatisi nel corteo che ha manifestato contro l’imminente entrata in vigore della normativa riguardante l’obbligatorietà del Green pass –.
Si è posto in evidenza l’assalto ai colleghi della Polizia di Stato, la guerriglia urbana che ne è scaturita fino al culmine con l’attacco di alcune frange estreme alla sede nazionale della CGIL. Ora si viene a conoscenza di atti di violenza che sarebbero stati commessi da un poliziotto in borghese, ripreso dalle telecamere, mentre era intento a picchiare un manifestante a Roma.
Ovviamente si stanno svolgendo le dovute indagini – ad opera della Digos – ma nulla è trapelato dal Ministero della Difesa in merito a possibili conseguenze di tipo disciplinare o altro, nei confronti del poliziotto.

Senza entrare nel merito della vicenda, ci siamo sentiti di evidenziare tale episodio ma
soprattutto il silenzio serbato dal Ministero dell’Interno; un atteggiamento totalmente
fiducioso nei riguardi degli organi inquirenti che ne ha fatto propendere per una prudente
attesa, che darà conto, alla fine delle indagini, al puntuale accertamento delle responsabilità
a cui andrà incontro il dipendente responsabile delle violenze.
Auspichiamo, nel nostro sentire collettivo, che dopo l’enorme cassa di risonanza
scoppiata dai fatti di Santa Maria Capua Vetere (aumentata a dismisura dai mass media,
personalità politiche ed istituzionali, provvedimenti giudiziari, sospensioni cautelari disposte
dai vertici del nostro Ministero), si dia maggiore fiducia agli organi inquirenti in generale,
prima di puntare preventivamente il dito contro qualsiasi appartenente a questo Corpo che,
per quanto se ne voglia dire, è costituito da uomini e donne che, nel loro quotidiano, possono
sbagliare – per la delicatezza del lavoro che svolgiamo – ma questo non ne dovrà fare motivo
di punizioni preventive da parte di chi dovrebbe applicare quel principio di presunzione di
non colpevolezza fino all’accertamento dei fatti.