Definizione delle procedure di attribuzione di incarico superiore – il “Caso Bollate”

Esimio Presidente,
è incontrovertibile la posizione nevralgica del Dirigente quando si guarda al funzionamento di una struttura penitenziaria; una figura di estrema delicatezza sia dal punto di vista del ruolo che dal punto di vista dello status giuridico, che attrae a sé ogni responsabilità gestionale e contabile del microcosmo che governa.
È in capo al Direttore che ricade, infatti, la responsabilità della gestione della popolazione detenuta, la responsabilità di gestione del personale amministrato (sia esso appartenente alla Polizia Penitenziaria, sia esso appartenente alle funzioni centrali), la responsabilità di gestione della struttura e dei suoi componenti.
Responsabilità che caratterizzano gli Istituti di ogni livello, ma che appaiono preminenti negli Istituti di primo livello con incarico superiore, essendo tale qualificazione attribuita sulla base dell’analisi della complessità gestionale.
È innegabile come, per rispondere bene e in linea progettuale a dette responsabilità, sia imprescindibile l’individuazione di personalità che siano chiamate a quell’incarico in maniera esclusiva (e non parcellizzata) e stabile. Ciò in quanto l’alea circa la durata dell’incarico (che troppo spesso si protrae per anni in maniera indefinita) e l’assolvimento contemporaneo di altre ed ulteriori funzioni non consente l’attuazione di quelle politiche “manageriali” di eccellenza doverose per assicurare il funzionamento di realtà indiscutibilmente complesse.
Privare gli istituti della possibilità di essere amministrati con continuità e stabilità costituisce forse la maggiore risorsa inutilizzata del panorama penitenziario.
Emblematico rispetto al panorama innanzi descritto è il “caso Bollate”, Istituto di primo livello con incarico superiore, ove da alcuni mesi si assiste al susseguirsi di provvedimenti temporanei di reggenza.
Nonostante Bollate sia, alternativamente, fiore all’occhiello dell’Amministrazione, anche colà si fatica a registrare provvedimenti stabili ed esclusivi, tanto che dalla fine di febbraio u.s. a reggere l’Istituto è una Dirigente di indiscusse capacità e alta levatura, ma altresì impegnata nella Direzione dell’Istituto Penale per Minori del capoluogo meneghino.
Ritenendo che l’esigenza qui rappresentata possa essere agevolmente condivisa, si sollecita la definizione dell’iter di individuazione e assegnazione dei Dirigenti negli Istituti ad incarico superiore, precipuamente per la Casa di Reclusione di Milano Bollate, riportando al centro la nevralgicità di un penitenziario unico nel suo genere.
L’auspicio che si imprima una accelerazione a tali processi di definizione costituisce per il Si.N.A.P.Pe una priorità che Le rappresenteremo anche per le vie brevi, nella consapevolezza che tanto la precarietà quanto la parcellizzazione nuocciano tanto all’organizzazione del lavoro quanto ai meccanismi di relazione.
Si resta, per tanto, in attesa di un solerte e fattivo riscontro.