Diniego “Riposo AVIS”

Egregio Provveditore, quanto accaduto presso l’Istituto estense, in merito alla materia di cui all’oggetto, necessita del Suo intervento, in quanto rappresenta, a parere della O.S. scrivente, una grave violazione dei diritti soggettivi, oltre che una evidente dimostrazione di scarsa sensibilità rispetto ad un problema quale quello della donazione del sangue, che nei mesi estivi si aggrava in maniera esponenziale. In data 21/06/2021, chiedevamo chiarimenti alla Direzione, che legge per conoscenza, in merito al diniego, notificato ad un dipendente, di astenersi dal lavoro per poter effettuare la donazione del sangue, tra l’altro già prenotata presso l’Avis cittadino. La Direzione rispondeva in data 06/07/2021, ricostruendo, in maniera molto singolare, l’accaduto, sostenendo che tale diniego sarebbe stato dovuto a, non condivisibili, ragioni di sicurezza, che, in ogni caso, non sono contemplate nel quadro normativo di riferimento. Avverso la suddetta ricostruzione, rispondevamo in data 06/07/2021, dimostrando che quanto espresso a giustificazione del suddetto diniego dalla Direzione estense non fosse riconducibile ad un’inderogabile esigenza di servizio, in quanto, più volte, già nella programmazione mensile del servizio, ad esempio del mese di Luglio, nelle giornate del 7, 14, 28 e 31, e come la richiesta del dipendente fosse stata presentata con diversi giorni di anticipo, ben prima della redazione del “Mod.14/A”. La Direzione della Casa Circondariale di Ferrara rispondeva, in data 20/07/2021, di aver dovuto negare il “Riposo Avis” per “esigenze di servizio non rinviabili”, e aggiungeremmo non affatto riscontrabili; ad ogni buon conto, si allega alla presente la precorsa corrispondenza su citata. Entrando nel merito della questione, risulta a questa O.S. che, in base a quanto stabilito dall’ex L.219/2005, art.8, comma 1, non sia concessa al datore di lavoro alcuna facoltà discrezionale in ordine alla concessione di tale diritto, necessario per effettuare questa utilissima e “vitale” azione di generosità e sensibilità verso un importante problema sociale. Anche quanto stabilito dai Superiori Uffici, con nota GDAP 0343599 del 14 ottobre 2015, prevede al paragrafo 5: “Naturalmente, fatti salvi i casi di assoluta urgenza, poiché la donazione è rimessa alla libera determinazione del singolo, è fatto obbligo al personale dipendente di comunicare alla propria Direzione, di volta in volta e con congruo anticipo, il giorno scelto per donare il sangue, permettendo, così, ove possibile, la propria sostituzione”. La donazione di sangue è un atto personalissimo e necessita della migliore condizione, sia fisica che psichica, oltre ad essere anche un gesto fortemente altruista e generoso compiuto nell’interesse della collettività e certamente non per quello del donatore. Si richiede quindi un Suo intervento, affinché venga ripristinata la corretta interpretazione della normativa vigente sui “Riposi Avis”, garantendo altresì il diritto di ricevere le cure necessarie da parte delle persone bisognose del sangue che, in maniera generosa e volontaria, viene donato anche dai dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria.