DIREZIONE DELLA II CASA DI RECLUSIONE DI MILANO BOLLATE – VIOLAZIONE P.I.L. – RICHIESTA PROCEDURA EMANAZIONE INTERPELLO PRESSO UNITA’ OPERATIVA SICUREZZA AREA TRATTAMENTALE, UFFICIO CORSI – RICHIESTA INTEGRAZIONE NR. 1 UNITA’ DI POLIZIA PENITENZIARIA

Egr. Sig. Direttore,
questa Segreteria Nazionale, con riferimento a quanto in oggetto, deve sottolineare ancora una volta come la S.V. viene meno a quelli che sono gli accordi sottoscritti con le OO.SS., tanto da ricevere legittime lagnanze da parte del personale colà in servizio. Dal suo insediamento presso la Direzione di Milano Bollate, si è potuto ben riscontrare la totale mancanza di trasparenza ed applicazione della normativa in materia di contrattazione, anche nel caso della mobilitazione del personale nelle cariche fisse (vedasi il caso dei Vice Sovrintendenti). Non essendo peraltro a conoscenza della motivazione per cui la S.V. in maniera unilaterale abbia deciso (senza alcun confronto con le OO.SS.) di incrementare esclusivamente l’organico di alcuni uffici, nonostante la previsione del P.I.L. in materia ne prevede anche altre, sono con la presente a chiedere chiarimenti. Questo Segretario Nazionale, nel rispetto delle parti con serietà e con modi sempre deontologici, cerca di condurre un’attività sindacale propositiva e costruttiva per il miglioramento delle condizioni di vita nell’ambiente di lavoro, per questa ragione chiede e pretende altrettanto rispetto. Per quanto fin qui rappresentato, atteso che l’anomalia evidenziata registra uno stato illegittimo che non è più possibile tollerare, si chiede alla S.V. così come concordato dal P.I.L., di voler integrare l’Ufficio Corsi con nr. 1 unità ruolo Agenti/Assistenti. Certi che si provvederà senza indugio alcuno, si chiede alla S.V. di fornire un sollecito riscontro sui fatti, significando che l’assenza di effettivi riscontri entro i termini previsti, giustificherà ogni forma di motivato dissenso e si procederà in ragione dei tempi dettati dalla vigente normativa, alla relativa richiesta di attivazione della C.A.R. affinché si pronunci sulla vicenda.