Disordini al carcere di Piacenza: Poliziotti aggrediti e celle incendiate. Il SiNAPPe: situazione insostenibile

Ieri sera, presso il Carcere “Novate” di Piacenza, si sono verificati gli ennesimi episodi critici che hanno minato fortemente l’ordine e la disciplina all’interno del suddetto penitenziario.
In un primo momento – afferma Gianluca GILIBERTI Segretario Regionale del Si.N.A.P.Pe Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria – un detenuto straniero avrebbe tentato di aggredire il personale sanitario, a seguito di invio presso il reparto Infermeria.
Lo stesso, poi, avrebbe aggredito anche un Poliziotto Penitenziario, intervenuto a calmarne l’intemperanza.
Nel frattempo, un altro detenuto, della stessa sezione del recluso di cui sopra, prendeva ad incendiare indumenti ed oggetti presenti nella propria camera di pernottamento.
Il personale di Polizia Penitenziaria in servizio – continua il sindacalista – faceva quindi evacuare il reparto detentivo e defluire i reclusi presso i cortili passeggi, per evitare che gli stessi potessero essere intossicati dal fumo proveniente dalla cella in fiamme. Il detenuto autore dell’incendio, non contento del gesto già commesso, una volta fuori dalla camera di pernottamento, aggrediva il personale di Polizia Penitenziaria che, con non poca difficoltà, riusciva a contenerne l’agitazione. Il bilancio di tale giornata di ordinaria follia sembra racconti di 5 o 6 Poliziotti finiti al pronto soccorso del nosocomio cittadino di cui un paio con prognosi superiori ai 10 giorni e un poliziotto tenuto sotto osservazione per l’intera notte a seguito di intossicazione da fumo.
Siamo dinanzi a situazioni insostenibili – conclude a gran voce GILIBERTI -, non possiamo più tollerare che i lavoratori debbano essere esposti a questi rischi. Quotidianamente siamo spettatori di situazioni allarmanti (negli ultimi giorni eventi critici si sono verificati a Parma, Ferrara, Bologna, ecc.); l’Amministrazione deve intervenire autorevolmente, prima che la situazione precipiti in maniera irrimediabile ed a tutela di tutta la collettività penitenziaria.