Dotazione del taser alle Forze dell’Ordine – la Polizia Penitenziaria esclusa!

E’ di ieri la notizia, rimbalzata su tutti i giornali, della dotazione del taser a tutte le Forze di Polizia, già dal prossimo mese di dicembre.
Il sottosegretario all’Interno, Nicola MOLTENI, si è fatto portavoce di tale novella, attesa da tempo, considerato che la sperimentazione iniziò quando era Ministro dello stesso Dicastero Matteo SALVINI.
Quasi 5000 dispositivi sarebbero in distribuzione a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. E la Polizia Penitenziaria? Esclusa, ancora una volta, nonostante sia legittimamente riconosciuta tra le quattro Forze di Polizia della Repubblica Italiana.
Lo stesso Molteni, rispondendo alle numerose critiche giunte dopo il mancato annovero della penitenziaria tra i destinatari del taser, ha prontamente ribattuto sottolineando che “la polizia penitenziaria non è una polizia di serie B o serie C, ma credo che sia una polizia che merita attenzione. Il lavoro che stiamo facendo sul potenziamento degli organici di tutte le forze dell’ordine andrà a beneficio anche della polizia penitenziaria. A breve, verrà introdotto per quanto riguarda Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, uno strumento fondamentale di difesa e non di offesa, di sicurezza e non violenza, ossia il taser. Mi auguro che su sollecitazione da parte del ministro della Giustizia questo strumento importante per chi lavora per la sicurezza dei cittadini italiani, possa essere introdotto anche nelle carceri”.
Siamo dunque una polizia che merita attenzione (?), ma probabilmente non fiducia, stando alla dichiarazione che sottolinea la dotazione di uno “strumento di difesa e non di offesa, di sicurezza e non di violenza”!
La Polizia penitenziaria ha dimostrato più volte, e continua a farlo quotidianamente, di essere una Forza di Polizia a tutti gli effetti; “combatte il crimine” con la testa, con le parole e con il cuore. Per questo, forse più delle consorelle, necessiterebbe di essere dotato di uno strumento di persuasione, capace di inibire le aggressioni, sempre più frequenti e sempre più violente, da parte della popolazione detenuta.
I poliziotti penitenziari non si sentono poliziotti di serie B o C, si sentono solo abbandonati da un’Amministrazione che dovrebbe avere più a cuore le sorti dei propri umili servitori.
Nell’attesa di urgente riscontro si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.