DOTAZIONI ORGANICHE DEL CORPO – Proseguono i lavori! Quale destino per il Corpo di Polizia Penitenziaria?

Continuano i lavori per la riscrittura delle dotazioni organiche del Corpo, in un discorso che si sviluppa (o meglio si avviluppa) su numeri che, nonostante il ricorso alle più elementari regole della matematica, continuano a non quadrare! Al di la dei metodi di calcolo che l’Amministrazione continua a prospettare e che possono essere più o meno condivisibili, quello da comprendere è l’elementare concetto del TOTALE. Il Si.N.A.P.Pe è fermo nel non condividere operazioni di mero maquillage, auspicando un approccio vero, condiviso dall’Autorità Politica, che consenta, dopo aver ragionato su tutti gli istituti penitenziari (e non solo, dunque, su quelli campione) applicando unicamente l’ideal test, effettivamente di immettere risorse umane nel sistema; risorse che vadano al di là degli organici cristallizzati da ultimo nel decreto del 16 luglio. Se è questa la volontà politica, quella di riconoscere l’operatività della Polizia Penitenziaria, ha senso ragionare di riscrittura delle dotazioni organiche, così come ha senso ultimare la partita degli “extra moenia”; nel caso contrario, si tratterebbe unicamente di profondere sforzi per redistribuire il disagio con un meccanismo che mette al centro gli addendi e i minuendi ma non il destino della polizia penitenziaria. Ci si faccia comprendere, dunque, qual è il modello di funzionamento che l’Amministrazione vuole porre in campo e qual è il confine di operatività che lo Stato vuole tracciare intorno alla Polizia Penitenziaria.