DOTAZIONI ORGANICHE DEL CORPO. Si.N.A.P.Pe: serve un’interlocuzione politica!

È netta la posizione espressa dal Si.N.A.P.Pe nell’incontro tenutosi nella giornata di ieri presso il DAP in relazione alla stesura delle nuove piante organiche del Corpo: serve un’interlocuzione politica che dia risposte alle esigenze di sicurezza del Paese.
L’attività amministrativa che si sta compiendo, per quanto apprezzabile e per molti versi condivisibile, si scontra con l’annoso e fondamentale problema dell’insufficienza della dotazione organica complessiva.
Questo è l’approdo a cui si è giunti dopo un lungo incontro in cui si sono snocciolati numeri e formule matematiche che avrebbero l’obbiettivo di restituire un dato scientifico, un parametro su cui commisurare le esigenze di funzionalità dei penitenziari italiani.
Lo studio ha osservato alcuni istituti “campione” per giungere a dimostrare che, pur attraverso una rimodulazione delle risorse, il sistema “tiene” solo in una condizione (definita “medium test”) che prevede un corposo numero di ore di lavoro straordinario (ricorso al terzo quadrante) e attraverso un’operazione che, ad avviso del Si.N.A.P.Pe, rischia di destrutturare i Nuclei Traduzione e Piantonamenti facendoli regredire a rango di unità operativa, con relativa perdita dei posti di funzione.
Partendo dal campione analizzato, sia alla luce del “medium test” che alla luce dell’auspicabile “ideal test”, diverse migliaia sono le unità di polizia penitenziaria carenti; una carenza che va colmata con assunzioni straordinarie, magari da finanziare attraverso logiche compensative di finanza pubblica.
È impensabile che si possa continuare a compiere operazioni che vadano a “ripartire il disagio”, così come è impensabile che si debba, già in fase embrionale di questo progetto, ragionare per sistemi che non prevedano il rispetto delle prerogative contrattuali.
Se usiamo quale termometro il numero delle ore di lavoro straordinario utilizzato ogni anno e il numero dei congedi ordinari maturati e non fruiti, è lapalissiana la criticità che vive il Corpo di Polizia Penitenziaria tale per cui, al di là di annunci e proclami, al di là di progettualità che inseguono l’apertura di nuove carceri nel medio/breve periodo (attraverso la riqualificazione delle caserme dell’Esercito), è necessario dare sostanza, concretezza e fattibilità attraverso un ripianamento degli organici.
Questo è un atto prodromico da assumere quale base per poter ragionare, escludendo sin da subito i risultati del “medium test” e focalizzando l’attenzione su quelli dell’“ideal test”, al fine di migliorare le condizioni di lavoro, restituire ai poliziotti penitenziari i propri spazi di vita privata e nel contempo salvaguardando tutti i percorsi di professionalizzazione che il Corpo ha compiuto nel tempo.
Il prossimo incontro sul punto si terrà il 23 luglio.