DRONI e CARCERE: ENTANO I CELLULARI MA C’è CHI NON VUOL VEDERE!

Si.N.A.P.Pe: “LA NEGAZIONE DEL PROBLEMA è ESSA STESSA IL PROBLEMA!” Servirebbe maggior rigore quando si parla di carcere; servirebbe un approccio meno sommario e maggiormente centrato! Ed invece non si lesinano affermazioni bizzarre che negano l’esistenza di un problema, che minimizzano le conseguenze di azioni illecite. Vanno proprio in questo senso alcune dichiarazioni del noto garante campano Ciambriello. L’introduzione di oggetti non consentiti in carcere attraverso l’utilizzo dei droni è un problema serio: a Frosinone poteva scapparci il morto! Che Ciambriello “questi droni non li vede mai” è possibile, ma la negazione dell’esistenza di un pericolo meccanismo di introduzione in carcere di oggetti non consentiti è un’altra cosa! Se si fosse limitato a dire di non sapere, avremmo potuto anche accettare le esternazioni, ma lanciarsi in una difesa rocambolesca, tesa sempre alla negazione, e argomentando unicamente con il bilancio dei rischi e benefici, appare davvero stridente rispetto al ruolo ricoperto! “Chi è quest’emerito imbecille che, per un cellulare o per una telefonata si fa trovare con un cellulare in mano e ha l’aggravante di 4 anni di carcere?” L’ingente numero di telefonini che vengono rinvenuti quotidianamente nei penitenziari italiani dà la misura del problema! Da un garante delle persone private della libertà personale ci saremmo aspettati una maggiore conoscenza delle dinamiche penitenziarie.