Evasione dalla Casa Circondariale di Trapani – Carenza organico e decadimento struttura – Richiesto urgente intervento

Si è concretizzato ieri, a Trapani, quello che è il maggior incubo per gli operatoti penitenziari: l’evasione di un detenuto.
Il ristretto, un albanese di 32 anni, ha rocambolescamente scavalcato il muro di cinta, mentre stava fruendo dei passeggi pomeridiani, facendo perdere le tracce di se, forse con l’aiuto di un complice che lo attendeva all’esterno del carcere.
I poliziotti di turno che si sono accorti della fuga solo pochi minuti dopo (al momento di far rientrare il detenuto), hanno dato tempestivamente l’allarme, attivando tutte le procedure inerenti l’attività di ricerca.
Si fa presente che lo stesso detenuto non è nuovo a fatti del genere; in precedenza infatti era già evaso dal penitenziario di Civitavecchia.
L’episodio nefasto ha posto in risalto, ancora una volta, le gravi problematiche connesse alla nota carenza organica registrata.
E’ facile infatti immaginare che non ci fossero abbastanza unità per coprire tutti i posti di servizio, compresa la vigilanza ai passeggi; non per niente il personale in servizio presso la Casa Circondariale di Trapani è in stato di agitazione già da qualche giorno, dopo aver “urlato” a gran voce il disagio sofferto sia per la grave carenza organica che per il decadimento strutturale che non permette di operare in un ambiente idoneo a garantire la sicurezza prevista.
Si lavora ad altissimi livelli di rischio, tanto per l’incolumità personale che per il pericolo di fuga (come purtroppo è stato dimostrato), espletando l’attività penitenziaria con un minimo numero di agenti disponibili.
Pertanto, viste le recenti vicissitudini ed al fine di evitare un ulteriore peggioramento della situazione, si chiede alle SS.LL un pronto intervento in merito.