Gestione detenuti II.PP. regionali

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Continuano a pervenire dagli Istituti di Pena regionali informazioni in merito alla gestione di detenuti problematici che, in assenza di indicazioni chiare da parte dei vertici dell’Amministrazione, costringono le Direzioni ed i singoli operatori ad adottare soluzioni che, troppo spesso, sono addirittura peggiori del problema stesso.

Le più recenti segnalazioni riguardano le Direzioni cui la presente è inviata per conoscenza e si riferiscono in particolare a quanto qui di seguito sintetizzato:

  1. Come già segnalato da questa segreteria regionale con nota prot. n°52/2020/SR ER del 15 u.s., presso gli II.PP. di Parma sarebbe stato disposto un servizio di sorveglianza a vista in una sezione detentiva “aperta” della locale Media Sicurezza. Il servizio sarebbe stato svolto da un Poliziotto Penitenziario costretto ad operare seduto ad un tavolino, nel bel mezzo della sezione, ove i detenuti circolavano liberamente per tutta la giornata.
    Ciò malgrado come ricordato in precedente corrispondenza nota prot. n° 1728 del 14/01/2020 ), esigenze particolari riguardanti la salute dei detenuti debbano essere gestite dal personale sanitari o e non da quello in divisa.

    2. presso la Casa Circondariale di Bologna il personale di Polizia Penitenziaria sta, nell’ultimo periodo, affrontando le intemperanze di un detenuto particolarmente facinoroso che è solito aggredire chi si trova di fronte, per motivi assai futili e capricci di ogni sorta. Malgrado sia stato più volte assicurata l’imminenza del trasferimento di tale detenuto presso altra struttura penitenziaria, al momento lo stesso non è stato ancora movimentato dall’istituto felsineo, dove le condizioni per gestirlo non sembra siano del tutto idonee data la carenza di operatori sanitari e del trattamento;

    3. presso la Casa Circondariale di Ferrara un detenuto italiano, non potendo essere accolta la sua richiesta di trasferirsi in altra sezione, decideva di passare la notte nel corridoio del reparto detentivo dove era allocato, senza che il personale potesse fare alcunché per riportarlo alla ragione e/o imporgli il rispetto delle regole.

I tre episodi innanzi menzionati sono solo gli ultimi di una innumerevole serie di altri eventi critici che non fanno altro che testimoniare come il personale di Polizia Penitenziaria abbia completamente perso il controllo sulla gestione dei detenuti.

Va, inoltre, sottolineato come, in alcuni casi, detenuti psichiatrici vengano tenuti in carcere perché ritenuti affetti semplicemente da disturbi della personalità che, senza voler entrare nelle decisioni dell’area sanitaria, a volte, appare essere formula stereotipata per scaricare il problema sulla Polizia Penitenziaria.

Il personale di Polizia Penitenziaria è stanco e preoccupato che la situazione possa divenire del tutto incontrollabile e sfociare in episodi di inaudita gravità, dopo i quali, generalmente, ci si decide finalmente ad intervenire.

Questa Segreteria Regionale è, pertanto, a chiederLe, prima che avvenga l’irreparabile, di intervenire presso le singole direzioni diramando linee guida dettagliate e particolareggiate in merito alle modalità d’intervento e le regole d’ingaggio da adottare nelle situazioni di maggiore criticità.

Sarebbe, inoltre, necessario sollecitare le AASSLL ad una presa in carico dei detenuti psichiatrici, attraverso una implementazione del personale addetto e delle strutture idonee alla loro gestione.

In attesa di urgente riscontro, si porgono Distinti Saluti.