I.P.M. BOLOGNA – Ricorso all’uso del lavoro straordinario

Egregio Dirigente,

appare opportuno, per doveroso onore di cronaca e secondo il principio di una corretta relazione sindacale, considerati alcuni aspetti che sono stati degni di una discussione oggettiva e legata ad altre parti, senza voler entrare nel merito di legittima esposizione, rappresentarLe quanto si ritiene necessario, nel giusto interesse dei lavoratori e dell’Amministrazione stessa.

Va detto infatti che il lavoro straordinario interessa indifferentemente tutto il personale del servizio a turno ed il suo impiego viene sempre scrupolosamente ponderato tanto dal Comandante di Reparto che dalla Direzione dell’Istituto de quo e relativi addetti ai lavori. In tale contesto risulta veritiero il ricorso dello straordinario, oltre le ore previste dagli accordi pattizi, è stato limitato però a sporadiche ed ineluttabili esigenze di servizio (malattie, eventi critici, ecc.) non programmabili né tanto meno procrastinabili e non ad una carenza di organico che, in realtà, interessa solo il ruolo dei sottufficiali (che attendiamo, come più volte sollecitato, dalle prossime mobilità ordinarie o eventuali ricognizioni).

Si evidenzia però come tale impiego sia stato non obbligatorio, ma offerto volontariamente dai colleghi, pervasi da spirito di abnegazione e consci delle difficoltà emerse. Preso atto di ciò, la scrivente O.S. volge un plauso a tutti gli operatori penitenziari che in queste occasioni e durante l’espletamento del piano ferie estivo, hanno dimostrato grande professionalità e particolare senso del dovere.

Il SiNAPPe ha da sempre perorato i diritti dei lavoratori tutelando gli stessi qualora violazioni od anomalie all’organizzazione portino a condizioni disagevoli e stressanti; sostiene però che non si possa strumentalizzare un episodio decontestualizzandolo, solo per favorire una propria posizione o avvantaggiare singoli lavoratori a dispetto della collettività.