II^ CASA DI RECLUSIONE MILANO BOLLATE – Chiusura Casellario nei turni pomeridiani

Egregio Sig. Direttore,
la scrivente O.S., a seguito di un attento controllo della programmazione mensile del servizio del personale di Polizia Penitenziaria, ha rilevato una lapalissiana anomalia che genera un’altrettanto palese quanto grave criticità. Nella fattispecie, è emerso che nella stragrande maggioranza dei casi, nella programmazione mensile del servizio pomeridiano effettuato dal personale in servizio presso l’Ufficio Casellario (turno 13.00/19.00), non viene predisposta alcuna unità di Polizia Penitenziaria. La chiusura dell’Ufficio in questione, la cui apertura deve essere garantita fino alla chiusura dell’Ufficio Matricola (ore 19.00), determina, quale inevitabile conseguenza, l’impossibilità, nell’ipotesi di scarcerazioni disposte dall’A.G. in quella fascia oraria, di provvedere alla consegna degli effetti personali ad essi appartenenti e depositati presso il locale casellario.
Signor Direttore, la situazione sopradescritta inevitabilmente genera tensioni tra il personale che procede alle scarcerazioni e i detenuti liberanti, i quali si vedono ingiustamente negato un loro diritto, cosa questa assai grave per un istituto a forte vocazione trattamentale, qual è la II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate, che dovrebbe dare priorità assoluta al pieno rispetto dei diritti delle persone detenute anche e soprattutto all’atto della loro scarcerazione.
Appare altresì pacifico chiedere un intervento da parte di Codesta Autorità al fine di garantire trasparenza, correttezza, buon andamento dell’azione amministrativa e rispetto degli accordi sindacali siglati.
Alla luce di quanto espresso in narrativa, il Si.N.A.P.Pe chiede alla S.V. di voler intervenire immediatamente affinché, per le ragioni suesposte, sia garantita tassativamente e quotidianamente l’apertura dell’Ufficio in questione fino alla chiusura dell’Ufficio Matricola, così come previsto dal Protocollo Intesa Locale.
Certi che si provvederà senza indugio alcuno, si evidenzia che l’assenza di effettivi riscontri entro sette giorni dalla presente, giustificherà ogni forma di motivato dissenso e si procederà in ragione dei tempi dettati dalla vigente normativa, alla relativa richiesta di attivazione della C.A.R. affinché si pronunci sulla vicenda.