II Casa di Reclusione Milano Bollate – Criticità unità operativa area esterna

milano bollate

Egr. sig. Direttore,
questa Organizzazione Sindacale ha ricevuto delle lamentele da parte del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso l’Unità Operativa Area Esterna, attinente ad una cattiva gestione e distribuzione dei turni, posti di servizio e dello straordinario nell’istituto da Lei amministrato.

Il Si.N.A.P.Pe con la presente nota intende chiedere alla S.V. copia del servizio programmato mensile relativo con i ai mesi di: GENNAIO 2020 AL MESE DI SETTEMBRE 2020, così come previsto dall’articolo 8, comma 8 dell’A.Q.N. del Corpo di Polizia Penitenziaria siglato in data 24 marzo 2004, questo al fine di verificare effettivamente quanto è accaduto nei mesi sopramenzionati.

Si precisa altresì che l’Amministrazione non dovrà sostenere alcuna spesa, giacché tale documentazione può essere consegnata in PDF come già avvenuto in passato.

In merito poi a quanto ci è stato riferito dal personale interessato, risulterebbe che il responsabile dell’Area Esterna porrebbe in essere, nella sua gestione del personale, condotte contrastanti con quanto previsto dalle normative vigenti e dagli accordi decentrati, creando malcontento e penalizzando concretamente il Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella suddetta unità operativa.

Il condizionale di cui sopra viene usato esclusivamente come doverosa forma di rispetto per chi dovrà accertare la fondatezza della segnalazione e giustificare come sia stato possibile il verificarsi delle anomalie riscontrate. Inverosimilmente, nonostante il suddetto responsabile disponga di ben 27 unità (il PIL ne prevede 24 unità) e copra solitamente solo due posti di servizio (portineria e blocco esterno, l’ingresso istituto nonostante di sua competenza è sovente scoperto, in particolar modo nei turni pomeridiani).

Sempre in merito alla programmazione dei turni di servizio, viene segnalata dal personale in forza all’Area Esterna una non razionale distribuzione dei turni e dei posti di servizio.

In particolare non sarebbe favorita un’equa rotazione del personale stesso nei vari posti di servizio ed alcune unità, per ragioni misteriose, verrebbero costantemente impiegate sempre negli stessi posti di servizio, creando un’evidente disparità di trattamento con la logica conseguenza di ingenerare malcontento e demotivazione tra il personale ivi operante.

Inoltre si è verificato anche che in determinati turni e per alcuni posti di servizio non sia stata programmata alcuna copertura ovvero sia stata programmata una copertura “virtuale”, comandando di servizio per tali posti unità di Polizia Penitenziaria legittimamente assenti da giorni per malattia o addirittura in congedo, creando così un enorme disservizio. Relativamente all’articolazione dei turni di servizio va rilevato che gli orari di determinati posti di servizio non rispecchiano quelli concordati in sede di accordo decentrato (il turno 15:00/22:00 in carraia non viene mai programmato nonostante previsto, mentre il turno 8:00/14:00 e 10:00/16:00 non previsti vengono programmati), non è infatti ammissibile un’organizzazione del servizio effettuata a volte sui tre quadranti, come logica vorrebbe vista la ben nota carenza di personale, altre volte sui quattro quadranti, creando di fatto un’enorme confusione e riducendo drasticamente le unità presenti in servizio nei vari turni con grave nocumento per la già precaria sicurezza dell’istituto.

Rispetto alle prestazioni di lavoro straordinario, ci è stata segnala una anomala e ben poco chiara distribuzione delle stesse. In particolare ci sarebbero delle unità che, come emerge dai tabulati, superano il previsto limite delle 41 ore mensili, mentre altre invece verrebbero costantemente impiegate in turni di 6 ore, pur in presenza di una oggettiva carenza di personale.

Tale modalità organizzativa individuata dal suddetto Responsabile indubbiamente incide negativamente sulla già precaria organizzazione dei servizi con la prospettiva di dar luogo ad un ulteriore aggravio dei già esponenziali carichi di lavoro che gravano sul personale in servizio presso la prefata Unità Operativa perché impiegato contemporaneamente in più posti di servizio e di conseguenza costretto a sostenere enormi carichi di lavoro.

A margine di quanto sopra è senza dubbio opportuno evidenziare il pessimo lavoro svolto dal suddetto responsabile, il quale, ad esempio, non ha alcun spirito d’iniziativa, tanto da non aver contribuito ad alcun miglioramento fattivo, nonché ad una corretta ed equa razionalizzazione del lavoro presso i posti di per il personale impiegato nei suddetti posti di servizio.

La gestione del personale da servizio del Blocco Esterno e della Portineria, con conseguente enorme mole di lavoro parte di quest’ultimo, compatibilmente con le risorse umane a disposizione, è stata senza dubbio disastrosa, alle esigenze di servizio ed a quelle del personale (personale che espleta due turni notturni in una settimana mentre ad altri tale turnazione non viene programmata.

A dimostrazione di ciò, numerose lamentele sono state rappresentate ai superiori (sordi alle rivendicazioni) e soprattutto non si sono attenuate le forti conflittualità tuttora in essere tra il personale stesso, sottovalutando l’esigenza di valorizzare le risorse di Polizia Penitenziaria impiegate presso la suddetta Area in modo da implementare i risultati con il raggiungimento di elevata professionalità nell’espletamento del servizio.

La situazione attuale mostra invece grosse lacune afferenti all’organizzazione del lavoro, ben lungi dal perseguire l’obbiettivo di apportare significativi miglioramenti, ribadendo ancora una volta la funzione cardine dell’Area Esterna come primo e fondamentale presidio in grado di garantire la sicurezza di persone e strutture.

Per concludere s’invita la S.V. a voler porre in essere gli opportuni interventi del caso, al fine di ripristinare presso la II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate le imprescindibili condizioni di pari opportunità, di equità nonché di rispetto delle normative vigenti, indispensabili per l’instaurarsi di un clima lavorativo sereno.

Si ritiene altresì che l’Amministrazione debba elaborare un modello organizzativo in grado di conciliare le ineludibili esigenze di sicurezza con la presenza all’interno dell’istituto delle numerose e diverse realtà imprenditoriali che alimentano e valorizzano l’offerta lavorativa per la popolazione detenuta, con impiego di risorse umane e materiali di notevole valore economico, al fine di consentire adeguatamente l’espletamento dei controlli necessari, attraverso procedure che siano orientate alla facilitazione degli ingressi e all’ottimizzazione delle risorse disponibili, in un’ottica che persegua come principale obiettivo lo snellimento, dei tempi di attesa come indice di qualità del servizio. Nell’attesa di cortese e urgente riscontro, si porgono distinti saluti.