II Casa di Reclusione Milano Bollate – Disfunzioni organizzative presso l’ufficio matricola e l’ufficio casellario

milano bollate

Egr. Sig. Direttore
la scrivente organizzazione sindacale non può esimersi dal rappresentarle le gravi disfunzioni ed il disagio in cui sta operando il Personale dell’Ufficio Matricola, attualmente sottorganico nel ruolo Agenti/Assistenti.

L’Istituto di Milano Bollate ha, negli ultimi tempi, visto sconvolgere il progetto per cui era sorto ed è divenuto di fatto una sorta di Casa Circondariale che a qualsiasi ora accoglie arrestati, nuovi giunti per sfollamento e scarcerazioni che in passato si concentravano nelle ore antimeridiane e che oggi in considerazione del nuovo assetto lavorativo dei tribunali che ha rimodulato il lavoro in modalità smart working, avviene in qualsiasi orario della giornata.

L’apertura dell’Hub covid-19 ha certamente inciso negativamente sul carico di lavoro dell’Ufficio Matricola, a questo quadro già precario, si aggiunge il turnover delle unità inviate alla frequentazione al corso Sovrintendente (tre unità), incidendo ancor più sul personale ivi preposto che risulta palesemente sottorganico e per le ultime immissioni non adeguatamente preparato.

Basterebbe entrare nell’Ufficio Matricola per rendersi conto che pile di documenti giacciono sugli scaffali, che i mezzi dell’Amministrazione
Penitenziaria continuano a scortare trasferiti a Bollate da altri istituti a gruppi di 20 detenuti alla volta e che il personale in servizio sembra non avere indirizzo e coordinamento; infatti, il carico di lavoro e l’insofferenza del personale si percepisce ad occhio.

Occhio che resta chiuso da parte dell’attuale Coordinatore che non riesce ad
indirizzare il personale dando priorità e stilando protocolli operativi vista l’emergenza.
Ebbene le lamentele giunte segnalano una totale assenza di coordinamento e di indirizzo, da non vedere la situazione con obiettività, al contrario l’unica priorità del Coordinatore sembrerebbe quella di garantirsi la fine del suo turno di servizio in perfetto orario, sempre in “pole position” nel smontare dal servizio senza porsi alcuno scrupolo delle sorti dell’Ufficio e del personale.

Sebbene più volte sollecitato dal personale in servizio presso l’Unità Operativa in questione, a stilare protocolli e vademecum per ottimizzare il lavoro, anche in vista dell’Hub Covid-19 in itinere, e parliamo di modalità di notifica atti a detenuti ammalati, a tutt’oggi non avrebbe ancora provveduto a stilare linee guida sulle modalità da adottare, tanto da creare malcontento e aggravio sul personale a turno dello stesso reparto covid-19 che, ad oggi, guarda di cattivo occhio l’Ufficio Matricola perché si sente scaricato un compito che certamente non gli compete.

Sembra a dire del personale che tale assenza di coordinamento perduri da anni o forse non vi è mai stata, ma che sia emersa proprio da quando l’ex Comandante di Bollate sia andato in pensione, Funzionario onnipresente per scelte personali, e sempre a dire dei predetti interveniva de plano a coordinare l’Unità Operativa ed a volte anche a motivare lo stesso personale, forse conscio della lacuna dell’attuale Coordinatore.

Il malcontento regna anche da parte di tutti gli operatori dell’Amministrazione che, per i diversi motivi, si interfacciano con l’Ufficio Matricola, un esempio lampante è il continuo sollecito di risposte a richieste di SDI che giacciono per settimane inevase e note al Coordinatore, che innanzi a solleciti dei funzionari, l’unica reazione è giustificare, sminuire e ristagnare, piuttosto che agire ed evadere le richieste o rappresentare le problematiche ai Superiori.

Eppure durante i briefing il Coordinatore non ha mai sollevato problematiche o lamentele, ma ha sempre affermato che in matricola non vi fossero problemi.

Il personale della matricola si sarebbe aspettato dal proprio Coordinatore un plauso o un ringraziamento formale, anche mediante proposta di ricompensa, per gli sforzi posti in essere durante la prima fase della pandemia, periodo in cui lo stesso non era presente, ma nonostante ciò l’ufficio in piena autonomia e senza coordinamento ha provveduto alla scarcerazione di oltre 300 detenuti e all’immatricolazione di tutti gli arrestati e trasferiti, oltrepassando il limite umano, dimostrando in tale modo grande professionalità.

Non solo al suo rientro in servizio non avrebbe ringraziato il personale a cui magari bastava anche una nota scritta dallo stesso quale forma di ringraziamento, ma non avrebbe neanche provveduto a raccogliere notizie utili dai presenti per capire chi, come e quando avesse lavorato, limitandosi a scrivere pochi nominativi sulla scorta dell’anzianità di servizio nell’ufficio.

A dire del personale in servizio in matricola, le carenze di direttive e di gestione si riflettono negativamente su ogni settore della matricola, sembra siano mesi che non si riesca ad effettuare prelievi di DNA ai nuovi giunti ma si debba ricorrere all’ultimo momento della scarcerazione del detenuto, contrariamente alla norma, lavoro che va ad aggravare le esigue unità in servizio, che si vedono un’ulteriore incombenza a cui adempiere, oltre alla perquisizione dei nuovi giunti, che nella normalità spetterebbe all’Ufficio Casellario ma che sempre per l’inerzia del Coordinatore resta sottorganico da mesi;
risulta infatti che da oltre un mese abbia gestito il traffico di trasferiti a Bollate e di scarcerazioni una sola unità di Polizia Penitenziaria, che non avendo il dono dell’ubiquità non poteva presenziare mattina e pomeriggio ed il Coordinatore ha lasciato che anche questo ulteriore compito, nel turno pomeridiano gravasse sempre sulle spalle dei matricolisti o alla buona sorte di una Sorveglianza Generale che racimolasse qualcuno in servizio che si occupasse di tale incombenza.

Per quanto sopra illustrato, la scrivente O.S. chiede formalmente alla S.V. se esistono relazioni del Coordinatore della Matricola/Casellario che illustrano tale disastro e se esistono, le si chiede anche come abbia potuto avallare tale modus operandi senza intervenire e lasciare il personale dell’Ufficio Matricola abbandonato a se stesso, esponendolo ad errori che si sarebbero ripercossi anche in azioni penali tali un omessa o ritardata notifica o scarcerazione fuori dai termini.

Forse è giunto il momento che la S.V. proceda secondo norma pattizia, nel caso di specie, ad applicare quanto previsto dall’art. 33 del D.P.R. nr. 82/99, assegnando all’Unita Operativa in questione un coordinatore specializzato che appartenga al ruolo degli ispettori e procedere ad indire interpello per un Vice Coordinatore e ad incrementare anche provvisoriamente l’Ufficio Matricola, nelle more di un’eventuale contrattazione, di forza lavoro appartenente al ruolo Agenti/Assistenti, senza far passare altro tempo che non gioverebbe al personale esausto, stremato e stanco per l’oramai acclarata disorganizzazione in atto presso il suddetto Ufficio.

Per concludere, appare chiaro che in capo a questa vicenda, la S.V. ha delle responsabilità, poiché in qualità di Dirigente della struttura penitenziaria non ha saputo cogliere i disagi del personale, non ha saputo risolvere i problemi e soprattutto non ha saputo capire i bisogni; e proprio attraverso la lettura dei bisogni che il buon Dirigente deve sapere interagire, valutare i mutamenti e cogliere i “segnali deboli” che non vengono percepiti dai più.

A tale proposito, con l’arrivo dei neo ispettori, mentre alcune Direzioni hanno mostrato molta diligenza, non è certamente il caso della S.V., hanno provveduto ad immettere a capo dell’Ufficio Matricola un ispettore con relativa specializzazione in materia. L’auspicio pertanto è quello che si voglia fare chiarezza su una situazione paradossale che sta generando frustrazione e disaffezione. Nell’attesa di cortese ed urgentissimo riscontro, l’occasione è gradita per porgerLe deferenti saluti.