II Casa di Reclusione Milano Bollate – Gestione Covid-19 . Rilevamento temperatura

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Egr. Direttore,
con riferimento alla nota meglio specificata in oggetto, siamo con la presente a richiedere spiegazioni sulla misurazione della febbre e i termometri non idonei all’interno del carcere da Lei Diretto.

Dal mese di maggio 2020 è entrato in vigore l’obbligo del controllo della temperatura corporea in Lombardia. L’Ordinanza della Regione Lombardia nr. 546 del 13/05/2020 stabilisce infatti il carattere mandatorio
dell’attività, che deve essere condotto da parte del datore di lavoro o da un suo delegato.

Nell’ordinanza suindicata viene altresì stabilito che: prima dell’accesso al
posto di lavoro, se la temperatura del controllato risulterà superiore ai 37,5°, il lavoratore sarà momentaneamente isolato e il datore di lavoro avrà l’obbligo di comunicarlo all’A.T.S. (Agenzia di Tutela della Salute).

Il mancato rispetto delle misure sopraelencate è sanzionato secondo quanto previsto dall’art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, nr. 19; l’art. 4, comma 1, introduce poi un illecito amministrativo “punitivo” per “il mancato rispetto delle misure di contenimento” con sanzioni da 400 a 3.000 euro, oltre alla eventuale chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

L’inosservanza anche di una sola delle norme a tutela della salute dei dipendenti (ad esempio l’assenza di sistemi per la misurazione della temperatura corporea) è già sufficiente a determinare in capo al datore di lavoro una responsabilità penale nel caso di un dipendente che affermi di aver contratto la malattia (anche rimanendo asintomatico) sul luogo di lavoro.

Naturalmente deve essere disposto il controllo della temperatura corporea anche per tutti coloro che accedono all’interno della struttura penitenziaria. Spiace quindi dover evidenziare alla S.V. che presso la II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate, il controllo non viene sempre effettuato, e se il controllo viene eseguito, avviene con un normale termometro digitale, la cui affidabilità è piuttosto dubbia, circostanza più grave però, è che sovente personale che viene dall’esterno non si ferma neanche per effettuare il dovuto controllo.

Tale difformità rispetto alla norma applicativa è stata debitamente segnalata ai vertici (Comandante e Direttore) che nulla hanno fatto di concreto per debellare tale grave irregolarità.

Tale modus operandi, infatti, è tutt’oggi posto in essere da alcuni soggetti. A tale proposito, la S.V. dovrà spiegare alla scrivente O.S. come sia possibile che il Coordinatore dell’Area Esterna per svolgere tale delicato servizio (controllo della temperatura) possa impiegare presso il Block Esterno una
sola unità sia nel turno 6:00/12:00 (in particolar modo nella fascia oraria 06:00/8:00, orario dove si concentrano numerose attività, movimentazione di persone e di mezzi) che nel turno pomeridiano 16:00/24:00, poiché tale modalità organizzativa individuata dal predetto responsabile (con l’avvallo del Comandante) è destinata indubbiamente ad incidere negativamente sulla già precaria organizzazione dei servizi con la prospettiva di dar luogo ad un ulteriore aggravio dei già esponenziali carichi di lavoro che gravano sul personale in servizio presso il Block Esterno perché impiegato contemporaneamente in più posti di servizio e di conseguenza costretto a sostenere enormi carichi di lavoro, non potendo controllare tutto e tutti.

Si ritiene altresì che l’Amministrazione debba elaborare un modello organizzativo in grado di conciliare le ineludibili esigenze di sicurezza con la presenza all’interno dell’istituto delle numerose e diverse realtà imprenditoriali, con impiego di risorse umane, al fine di consentire adeguatamente l’espletamento dei controlli necessari (anche il controllo della temperatura corporea), attraverso procedure che siano orientate alla facilitazione degli ingressi e all’ottimizzazione delle risorse disponibili, in un’ottica che persegua come principale obiettivo lo snellimento, dei tempi di attesa come indice di qualità del servizio. Stante però l’estrema delicatezza del momento che stiamo vivendo, è più che mai importante non scivolare su questioni di tale rilevanza; si auspica pertanto che le precauzioni adottate siano eseguite con il massimo scrupolo.

Nell’ultimo periodo, purtroppo, si sono manifestate forti criticità in termini di contagiati e/o quarantenati tra il personale operante nell’istituto ed i detenuti in esse ristretti ci sembra quantomeno doveroso invitare la S.V. a non sottovalutare i possibili drammatici risvolti che potrebbe avere l’ingresso in carcere del covid19, ma di questo argomento si parlerà con altra nota separata.

Ad oggi possiamo dire senza tema di smentita che molto di più si poteva e si doveva fare per ridurre al minimo i rischi di contagio.

In questo momento di grande emergenza, non solo nazionale, serve ben altro per difenderci, oltre alle regole imposte e alla responsabilità soggettiva delle persone, si vuole rammentare alla S.V. che il Personale di Polizia Penitenziaria è istituzionalmente a contatto con la popolazione detenuta, per cui essendoci una condizione di promiscuità, dovuta all’attività lavorativa e a spazi limitati, non è sempre possibile rispettare lo standard di almeno 1 metro di distanza tra le persone: la cosiddetta distanza “sociale o di sicurezza” rispetto all’utenza è oggettivamente difficile da applicare, con la diretta, ed immaginabile conseguenza di mettere in serio pericolo la propria e l’altrui incolumità”.

Per concludere, qualora la presente nota non dovesse trovare adeguato riscontro da parte dell’Amministrazione ovvero dovesse essere riscontrata ancora le anomalie rappresentate, la scrivente O.S. procederà, doverosamente e suo malgrado, a segnalare quanto esposto in narrativa alle Autorità Amministrative, nonché alla Procura della Repubblica di Milano affinché avvii un’adeguata attività d’indagine, adottando, ove fossero riscontrate le violazioni e le omissioni ipotizzate, i dovuti provvedimenti correttivi e/o sanzionatori.

Resta nell’attesa di conoscere le iniziative che si riterranno di adottare, con l’occasione si porgono deferenti saluti.